Focus on #1: Il supporto dello scheletro

Lo scheletro ha la fondamentale funzione di supporto rispetto alla forza di gravità. Ottimizzare questa funzione significa liberare il movimento, sentirsi più leggeri, più agili, con più energia. Il Metodo Feldenkrais ti aiuta a riorganizzare lo scheletro nella sua funzione, cosicché i muscoli possano lavorare in modo economico, senza sforzi inutili e tensioni. Oltre a sentirti più dinamico e vitale, eviti dolori e tensioni muscolari e mantieni la flessibilità e l’agilità. Leggi anche l’articolo La funzione dello scheletro.

 

In salute allenando le ossa

Gli odierni stili di vita, complice l’innovazione tecnologica, se da una parte hanno creato comodità, facilitando molti gesti quotidiani, hanno dall’altra indebolito le nostre abilità di movimento, rendendoci sempre più pigri. Le nostre capacità motorie diventano limitate e tendiamo a perdere il movimento spontaneo, fisiologico e naturale che ci appartiene. Tendiamo, fin dall’età scolare, a usare sempre più la mente a discapito del corpo, come se fossero entità separate, mentre invece muoverci in modo sano ci potrebbe aiutare non solo a stare meglio, ma anche a pensare meglio. Sul piano fisico indeboliamo le nostre ossa e sferriamo, senza nemmeno accorgercene, duri attacchi al nostro stato di benessere e alla nostra salute in generale, per poi ricorrere a medici, specialisti, terapie, tecniche, farmaci, esami, perfino operazioni chirurgiche. Come se star bene fosse un obiettivo difficile, se non impossibile. Basterebbe invece un uso intelligente di sé, anche e nonostante il nostro stile di vita e i limiti che pone a un movimento sano. E non è nemmeno necessario andare in palestra o sottoporsi a particolari attività fisiche: basta risvegliare il corpo e la mente nelle attività quotidiane. Il segreto sta nel prendere contatto con le ossa: la consapevolezza di questa struttura e del suo modo di funzionare ha il magico potere di riportarci a casa, in una chiara percezione di noi stessi e del nostro movimento spontaneo e intelligente. Pensa al lavoro che fanno le ossa nell’arco della tua vita: 206 ossa che lavorano assieme come gli strumenti di un’orchestra. Sta a te decidere se farle suonare in sintonia oppure non unita. Lo scheletro è un’architettura mobile di raffinatissima progettazione che permette stabilità e flessibilità, equilibrio e mobilità, forza ed elasticità, con la caratteristica di sfruttare al massimo la forza di gravità per rendere leggeri e facili i movimenti. E’ per questo che nelle lezioni Feldenkrais l’attenzione viene portata ai segmenti ossei e alle articolazioni, permettendo un’esperienza concreta di come la forza sia trasmessa attraverso lo scheletro nel rapporto con lo spazio. Per sedersi, inginocchiarsi, camminare, saltare, allugnarsi, rotolarsi, sdraiarsi…. inizia a pensare alle ossa, il loro linguaggio è fatto di ritmo e pressione. Prova ad esempio a sederti e a battere qualche volta i talloni: prima lo fai con un piede e poi con l’altro e senti la vibrazione che si crea fino alla testa. Poi gioca e fallo con entrambi i piedi contemporanemanente o in modo alternato. Infine ti fermi e senti come sei seduto, come ti percepisci. Un’altro accorgimento che puoi adottare è di notare, quando sei in una posizione, se ci sono parti di te sollevate con un lavoro muscolare eccessivo e provare a lasciarle andare. Potresti accorgerti che ci sono molti più punti di appoggio di quanto non credi che potranno eliminare sforzi inutili. E ancora: quando sei seduto/a prova a immaginare gli ischi (le ossa del bacino a contatto col sedile) come fossero piedini e sposta il tuo peso in varie parti di questi piedi…. ci sono ancora tanti piccoli trucchi che puoi adottare durante la giornata per alleviare fatica inutile, risparmiare energia e sentirti meglio, potenziando e ottimizzando il lavoro delle ossa. Nono solo: allenando le ossa tutti i giorni le rafforzi… un buon antidoto contro artrite e osteoporosi!

La funzione dello scheletro

E’ molto diffuso che le persone utilizzino la muscolatura al posto della struttura ossea, che invece  è l’architettura ideale per contrastare la gravità. Lo scheletro, infatti, ci permette di mantenere la posizione eretta con il minimo sforzo muscolare, così che i muscoli possano rimanere liberi di muoversi, funzione a cui sono deputati. Ottimizzare l’uso dello scheletro nel gioco di leve per un corretto allineamento e un movimento efficace significa mantenere elasticità, flessibilità, agilità. Se invece i muscoli sono perennemente impegnati per mantenerci in equilibrio, sostituendosi in un certo senso al lavoro dello scheletro, finiscono per essere cronicamente contratti, perdendo la loro vera funzione, che è appunto il movimento. Non solo, le contrazioni croniche possono esercitare una tale forza sulle ossa, da deformarne l’allineamento. Esempi ne sono il ginocchio valgo, la scoliosi, la lordosi e molto altri problemi che potrebbero essere superati o alleviati attraverso una riorganizzazione muscolo-scheletrica che può avvenire grazie all’autoeducazione neuromuscolare del Metodo Feldenkrais, il che significa imparare nuovi schemi di movimento, più efficienti, attraverso la consapevolezza di come ci si muove e delle proprie potenzialità. Non si tratta di correggere, ma di permettere alla persona un’autoesplorazione dei propri schemi per acquisirne di nuovi e più funzionali.

la funzione dello scheletroEcco cosa scrive il dottor Moshe Feldenkrais, in “Mente e corpo”:

La postura eretta è una proprietà biologica della struttura umana; non vi dovrebbe essere sensazione alcuna di azioni, contegno o sforzi di qualsiasi genere. Ad esempio, il peso della mascella inferiore con tutti i suoi denti è considerevole e, tuttavia, abbiamo qualche difficoltà nell’acquisire coscienza che facciamo qualcosa per mantenere alzata la mascella inferiore. Lo stato normale dei muscoli della mascella inferiore è una contrazione pari alla forza gravitazionale che agisce su di essa. I movimenti volontari sono ottenuti con una aggiunta o una deduzione a questa contrazione permanente. I muscoli della mascella inferiore, come la maggior parte dei muscoli dello scheletro, ricevono ordini sotto forma di impulsi scaturiti da più di una fonte. Lo “star su” è assicurato nel sistema nervoso da meccanismi antigravitazionali e non vi è sensazione di azione, né di sforzo, fintanto che il messaggio ai muscoli proviene dai centri inferiori. Nei muscoli cervicali avviene la stessa cosa. Malgrado il peso della testa e il suo centro di gravitazione situato davanti alla colonna vertebrale, non c’è sensazione di azione, né di sforzo nel mantenimento della testa. Ciò è dovuto alla contrazione considerevole di alcuni muscoli del polpaccio, ma noi non sentiamo alcuno sforzo.