Il mio risveglio con il Feldenkrais

Mi sveglio e prima di pensare, prima di “azionarmi”, mi sento: il contatto con il materasso, la sensazione sulla pelle, la forma che ho assunto, le parti in appoggio, il respiro… lascio andare.

Ascolto il mio respiro, il movimento che produce: nell’addome, nel torace, nella gola, nel naso e nella bocca, sotto le ascelle. Faccio esperienza della lunghezza del mio inspiro e del mio espiro, come cambiano le pressioni del mio corpo quando inspiro, come si allontanano le parti all’interno, occupando più spazio, dentro e fuori. Poi le pressioni che diminuiscono quando espiro, tutto si avvicina, mi ritraggo anche dallo spazio esterno. Espansione contrazione, espansione contrazione, espansione contrazione, i miei organi ricevono una sorta di piacevole massaggio, in un continuo fluire che è un divenire, un trasformarsi nel ritmo, nella temporalità, nella percezione interna, nella relazione con l’ambiente.

Battito: assieme al respiro, il mio cuore… pof… pof… pof… Sto con il cuore, sto con il respiro.

La mia attenzione va al viso, sento la pelle della fronte, la pelle attorno agli occhi, la pelle delle guance, le labbra, immagino che si distenda e si dilati, che si illumini. Allora la mia bocca si socchiude, la lingua si rilassa, la mandibola si abbandona alla gravità. Il mio respiro cambia. Il mio peso sul materasso cambia. Sento nuove parti, un diverso contatto.

Esploro. Con le dita dei piedi, che muovo lentamente e pigramente, provo le possibilità di pressioni, direzioni e spostamenti sulla superficie che mi accoglie. Sento come si trasmette la forza dai piedi al bacino… dondolo mollemente, vado e torno qualche volta, il movimento arriva alla colonna e raggiunge la testa. Mi fermo. Riposo.

Il mio respiro cambia ancora espansione ritrazione, espansione ritrazione, in un ritmo continuo mai uguale. Ogni respiro la scoperta di essere viva. Mi sento grata.

Muovo ancora le dita dei piedi, prima uno poi l’altro, poi assieme, poi alternati. Gioco. Sento sempre più parti di me che si destano, iniziano a dialogare, si trasmettono forza, vibrazioni, movimento. Inizia un impulso, come una corrente che fluisce attraverso i miei arti.

Arriva, da sé, il desiderio di muoversi, piedi gambe bacino schiena mani braccia testa, cambio i punti di pressione, cambio le direzioni, cambio il ritmo, ogni movimento un’esplorazione, una sensazione nuova, una rivelazione: girarsi, piegare le gambe, abbracciare un ginocchio e sentire al contempo il proprio respiro, percepire il modificarsi della forma come un tutto collegato che si plasma morbidamente, in un gioco di equilibri tra solidità e leggerezza… allora, mi dico, è possibile fare esperienza della propria vitalità guardando, e agendo, con un “occhio interno” (Moshe Feldenkrais la chiamava “anatomia esperienziale”).

Sono passati 10 minuti dal suono della sveglia, buon giorno!

Focus on #3 Mobilità del torace

Un torace mobile significa un movimento globale più fluido, leggero, armonioso. Spesso invece il torace è “tenuto” da una muscolatura perennemente contratta che impedisce, tra l’altro, una respirazione completa, fondamentale anch’essa per essere in buona salute. Più il torace diventa mobile, più migliora il movimento, milgiorando anche la postura e la flessibilità della colonna vertebrale..
Inizia a osservare il movimento del torace nelle sue varie parti durante il respiro, ponendo le mani laddove senti più movimento per esplorare anche le parti dove ne senti meno o non lo senti affatto. E’ l’inizio per avere un’immagine più chiara del torace, di come il respiro ci muove e delle tue abitudini nella respirazione. Aiuta anche a portare più movimento e più respiro nelle parti più silenti, meno mobili, oltre a infondere una sensazione di calma. E’ quindi utile anche nei momenti di tensione emotiva.

Respirare per allargare gli spazi

Il respiro non soltanto è il primo movimento vitale, è anche la fonte e la prova del nostro benessere, in quanto è il primo elemento che si modifica se non siamo sereni, se non rispettiamo i nostri ritmi. Il respiro è anche legato al modo in cui ci muoviamo: prova a compiere un qualsiasi gesto bloccando il respiro e vedi che effetto ha sulla qualità del tuo movimento. Se il respiro è corto, frenato e non in armonia con i tuoi movimenti, questi saranno limitati e poco armoniosi. Il modo in cui ci muoviamo e le posture che assumiamo denotano quindi il nostro modo di respirare. Lavorare sul respiro è fondamentale per la nostra salute, fisica, psichica, emotiva. Ma lavorare sul respiro non è sempre semplice: per chi non è abituato ad ascoltarsi e non ha una chiara immagine di sé – di come si muove lo scheletro attraverso il movimento del respiro – non è così immediato. Ci vuole tempo. E a poco servono le tecniche del respiro senza una consapevolezza di come funzioniamo. Con consapevolezza intendo esperienza di sé nell’auto-osservazione, l’unica che ti permette una conoscenza concreta e individuale, quindi reale. Altrimenti anche la più efficace tecnica di respiro che ti possono insegnare può servire a poco, poiché rimane sempre qualcosa di esterno che ti hanno cucito addosso. Con il Metodo Feldenkrais non insegno una tecnica di respiro, ti conduco a osservare e a conoscere il tuo modo di respirare, ti propongo altre strade e nuove possibilità, affinché il tuo sistema nervoso accolga quelle più funzionali e più giuste per la tua organizzazione muscolo-scheletrica. Non solo, il Metodo Feldenkrais non è mai avulso dal movimento, dalla concretezza di questo movimento nella vita quotidiana e quindi esplori le possibilità del respiro nel movimento, perché è a questo che il respiro ti serve: a vivere la vita di tutti i giorni, a muoverti con più agio anziché boicottare inconsapevolmente le tue azioni, a essere più in contatto con te stesso per pensare con maggiore chiarezza e ascoltare le tue emozioni, sapendo che, proprio per l’interazione corpo-cervello, attraverso il respiro puoi guidarle e controllarle meglio. Perché sei un’unità e in questa unità basta modificare un elemento che si modifica tutto il resto.

In questa lezione audio ti propongo un’esplorazione sul respiro connessa alle relazioni spaziali interne, ossia fra le varie parti dello scheletro, e alla relazione con lo spazio esterno, la tua presenza nell’ambiente.

Viaggi e benessere: ascolta il tuo respiro

In vacanza e nei viaggi di piacere si va anche per staccare con i ritmi della vita lavorativa, per riprendersi il proprio tempo, per rilassarsi, in una parola: per respirare. A volte però non è così semplice, ecco allora che un lavoro sul respiro può aiutare. In questo articolo per Piuturismo, “In vacanza si va anche per respirare”, ti conduco in un momento di osservazione del tuo respiro che in pochi minuti può cambiare il tuo stato d’animo, i tuoi pensieri, la relazione con te stesso e con l’ambiente in cui ti trovi. E’ utile non solo quando ei in vacanza, ma anche in tutti i momenti della quotidianità in cui il respiro si fa corto e vieni preso dalla fretta o dall’ansia delle cose da fare. L’osservazione fatta in questa modalità è parte delle lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais.

Un sospiro e ti rilassi

Quante volte ci diciamo o ci sentiamo dire “lascia andare” quando siamo tesi, irritati, infastiditi o addirittura arrabbiati a causa di un evento o con una persona… ce lo diciamo, ma poco cambia del nostro stato emotivo. Oppure siamo in una situazione di tensione e di stress, o semplicemente agitati per una performance come parlare in pubblico, affrontare un colloquio ecc. Ecco uno dei piccoli “trucchi” di MovimentoSano per far rilassare immediatamente corpo e mente: sospirare, così da abbassare tutta la parte frontale del torace.

Prova ad allentare la tensione in pochi minuti: prendi un bell’inspiro e poi fai uscire l’aria con un sospiro, anche emettendo un suono, così da abbassare il petto e il torace. Se vuoi, puoi mettere le mani sul petto e quando espiri – sospirando – ti aiuti ad abbassare lo sterno (l’osso piatto che unisce le coste non fluttuanti e che si innesta nelle clavicole). Prova a sentire come questo osso si può abbassare, facendo di conseguenza abbassare il torace dalle clavicole a tutte le coste, come se avessi un palloncino nella cassa toracica che si sgonfia. Puoi farlo in piedi, da seduto, da sdraiato (aiuta anche a rilassarsi per prendere sonno).

Se sei in una situazione in cui non puoi emettere suoni, puoi fare la stessa cosa anche senza il sospiro, semplicemente con il tuo normale espiro. Importante è non alterare, non forzare e usare le mani con gentilezza. Se hai voglia, puoi spostare le mani dallo sterno, alle clavicole, alle coste (anche laterali e anche sotto le ascelle, perché anche lì arrivano i polmoni). Ascolta con le mani il movimento di queste parti (anche se è quasi impercettibile) e poi nella fase dell’espiro lo inviti con le mani, abbassando sterno e coste in direzione del bacino. Prova anche a fare una pausa dopo l’espiro e aspettare che l’inspiro arrivi da sé, senza alcuno sforzo muscolare, senza alcuna intenzione. Prolunghi l’espiro e attendi fino a quando l’aria inizia a entrare senza che tu debba fare nulla e senti nell’inspiro l’aria che ti riempie in tutte le parti: davanti, ma anche nella parte posteriore e laterale delle coste.

Respirare bene è fondamentale per la nostra salute e per un benessere integrato tra le emozioni, la mente e il corpo. Attraverso il respiro possiamo migliorare la postura e superare problemi legati a cattive abitudini posturali, possiamo anche migliorare il sonno, gli stati di ansia, lo stress. Se senti di non respirare bene, di avere spesso un senso di “fiato corto” o di vivere come fossi un po’ in apnea,  contattami per una consulenza telefonica gratuita.