La salute della schiena: istruzioni per l’uso

Il mal di schiena nelle diverse parti della colonna vertebrale – cervicale. dorsale. lombare, sacrale – è fra i dolori più comuni del nostro tempo. Eppure non è difficile evitarli o migliorarli. A una condizione: prendersi davvero cura di sé, attraverso la consapevolezza di come si usa il proprio corpo nella vita di tutti i giorni, nei gesti comuni così come in quelli più sofisticati di atleti, artisti, performer. La schiena non è una parte avulsa dal resto di noi. La schiena non soltanto ci appartiene, ma siamo noi nel nostro modo di muoverci, di agire, di percepire, di sentire e provare sensazioni, percezioni, emozioni. Basti pensare alle rigidità muscolari provocate da abitudini posturali scorrette così come da tensioni nervose… Se la schiena è parte integrante del nostro essere, allora iniziamo a sentirla di più nei nostri atti. Spesso quando si usano le mani o i piedi l’attenzione è soltanto su queste parti terminali e non ci si rende conto che il loro modo di lavorare dipende dalla colonna vertebrale. E’ quindi fondamentale che essa sia flessibile, perché ogni rigidità non inficerà soltanto la salute della schiena, ma anche il benessere degli arti. Di fatto ogni movimento richiede la disponibilità delle vertebre a muoversi fra di loro su diversi piani. Ne consegue che vertebre poco mobili limitino i nostri movimenti. E’ allora che, per raggiungere l’obiettivo, andiamo a forzare su fasce muscolari meno potenti, causando danni e irrigidendo ancora di più la schiena. La sua mobilità, flessibilità e potenza (così come quella degli arti) dipende anche dalla muscolatura più profonda che la collega alle gambe attraverso il bacino, chiamata ileo-psoas. Ecco allora che basta rilassare questa muscolatura per distendere la schiena e ritrovare spazio fra i dischi intervertebrali, come indico nell’audio “Rilassare il muscolo psoas”. Se invece vuoi esplorare la flessibilità e i movimenti della colonna, puoi provare questa lezione di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais: “Fili e dita: trazioni e spinte per la colonna vertebrale”. Per ottenere i benefici desiderati, ossia acquisire consapevolezza corporea, evita qualsiasi sforzo o disagio. Ci sono tre chiavi fondamentali affinché il Metodo, che è un’autoeducazione somatica e non una tecnica o una ginnastica, funzioni e porti a cambiamenti e trasformazioni autentici e radicali:

1. cerca il piacere del movimento, se non è piacevole significa che è male organizzato e quindi non ti serve a nulla, anzi, rafforza le cattive abitudini,

2. vai lentamente per poterti osservare e conoscere così i tuoi schemi neuromotori, solo allora potrai modificarli e migliorarli,

3. rispetta il tuo corpo e i tuoi limiti: ogni segnale di dolore è un segnale intelligente di protezione, ascoltalo. I limiti si superano con l’intelligenza, non con lo sforzo 😉

Oltre alle lezioni Feldenkrais, fai tuoi alcuni accorgimenti sani, semplici ma efficaci, come ad esempio alzarsi ogni poco se stai lavorando da seduto, fare brevi ma frequenti pause; evitare i comfort quali ascensori e scale mobili o l’auto se non necessaria, camminare e muoversi il più possibile durante la giornata, piegarsi, inginocchiarsi, saltellare, ritrovando quei movimenti che da bambini venivano spontanei e che si tende ad abbandonare da adulti (accelerando l’invecchiamento!). Prova inoltre a compiere i gesti usuali in modo inusuale: ad esempio cambia lato su cui porti la borsa, usa la mano non dominante, inizia a salire i gradini con l’altro piede ecc. Questo serve sia a scoprire le proprie abitudini (dettate dall’organizzazione muscolo-scheletrica), sia a inviare informazioni nuove al cervello che si riadatterà, permettendoti di uscire dagli automatismi, sicuramente utili, soprattutto se si ha fretta, ma molto limitanti nell’uso di se stessi sia a livello fisico che di pensiero. Ricorda che la velocità non richiede fretta quando si utilizza in modo efficiente il proprio corpo:detta altrimenti, puoi ottenere il  “massimo risultato con il minimo sforzo”, secondo il pensiero di Moshe Feldenkrais.

 

 

Feldenkrais per la salute della schiena

Si chiama “Fili e dita”, una lezione Feldenkrais che punta sul potere della visualizzazione per facilitare il movimento della colonna vertebrale e per trovare un lavoro armonioso ed equilibrato tra muscoli flessori e muscoli estensori.

Sani e agili da seduti? Con il Feldenkrais si può!

Molti di noi trascorrono ore seduti per lavoro, ma anche per recarsi sul posto di lavoro o in altre attività abituali come guardare la TV. Anche bambini e ragazzi in età scolastica non sono da meno. Noi siamo nati per muoverci, camminare, correre, arrampicarci, saltare… stare seduti non è naturale e questo stile di vita ci arreca molti danni, non soltanto fisici, ma anche nello stato d’animo e nel nostro senso di vitalità. Mal di schiena, al collo e alle spalle sono tra le conseguenze più comuni dello stare seduti, per il fatto che si crea una pressione eccessiva sui dischi intervertebrali. C’è chi risolve il problema cambiando vita, ma non per tutti è possibile. Per tutti è invece possibile trasformare la seduta in un’attività salutare! E con il Metodo Feldenkrais è possibile, anzi è l’obiettivo delle lezioni che si svolgono sulla sedia. In genere vengono prescritti o suggeriti esercizi regolari o accortezze, come una seduta ergonomica ecc. e sono consigli preziosi. Questi rimedi però ignorano il fattore principale della comodità nello stare seduti, ossia muovere tutto il corpo in modo efficiente, così da scaricare la tensione alla schiena, attivando i muscoli più potenti, proprio quelli che nella seduta non vengono normalmente utilizzati. In questo modo la seduta da posizione statica si trasforma in postura dinamica.

Il primo principio di una seduta dinamica è quello di renderla un’attività, che quindi permette e anzi richiede un movimento continuo e vitale. E questo scioglie con un malinteso molto diffuso, ossia che una buona postura sia stare “diritti” in una posizione stabilita. E’ proprio questa idea che causa molti danni, perché per “tenersi su” si tende a usare la parte superiore della schiena, irrigidendosi, con la inevitabile conseguenza dopo un po’ di scivolare e accasciarsi a mo’ di lombrico. Inoltre dà un’immagine scorretta della colonna vertebrale, come fosse un bastone, mentre è formata da quattro curve. Per sentirsi sostenuti bisogna attivare l’intero corpo in relazione ai punti di appoggio (piedi e ischi), trovando una libertà di movimento della colonna in ogni direzione e su tutti i piani.

Il secondo principio della seduta dinamica è che a tenerti “su” è il tuo scheletro e non lo sforzo muscolare. Il supporto dello scheletro libera la muscolatura da inutili tensioni. E’ per questo che sono fondamentali gli appoggi: i piedi innanzitutto, che così possono lavorare con la forza di gravità e trasmettere un senso di forza in tutto il corpo. L’altro appoggio importante è quello degli ischi, una base di appoggio forte che ti rende stabile senza affaticare la schiena, permettendo una grande libertà di movimento della colonna, delle braccia e della testa.

Puoi fare questo piccolo test per verificare se la tua seduta è dinamica o statica:

1. riesci a girarti con facilità a destra e a sinistra senza doverti alzare o cambiare posizione sulla sedia?

2. hai una buona respirazione sia toracica che addominale? Oppure senti poco movimento nella pancia o il petto fermo?

3. riesci ad allungare un braccio con facilità per prendere un oggetto lontano oppure devi alzarti o spostarti?

4. riesci a raccogliere un oggetto da terra da seduto e senza sforzo o senza doverti alzare?

5. dove sono i tuoi piedi? Ne senti l’apppoggio? Li usi o li dimentichi?

6. come senti le spalle? In tensione o “appese”?

Prova questa lezione introduttiva al programma “Star bene da seduti”: una prima esplorazione delle ossa, della forma e dei movimenti del bacino da seduti.

Puoi lavorare con me da casa tua, contattami per una programma online personalizzato.

 

 

 

Focus on #7 Come stai in piedi

Quando stiamo in piedi spesso ci stanchiamo e ci fa male la schiena. Questo è dovuto a un allineamento dello scheletro non funzionale. Piccoli e lenti spostamenti di peso su un piede e l’altro, cambiando il proprio asse, aiutano a migliorare l’equilibrio, l’allineamento in verticale, la facilità di spostamento nello spazio. Gli spostamenti, come sempre, devono essere lenti e piccoli, in modo da sentire le altre articolazioni coinvolte: caviglia, ginocchio, anca, spalla, testa. Attenzione e auto-osservazione sono l’inizio per cambiamenti radicali, concreti, individuali.

Il Metodo Feldenkrais aiuta a trovare un buon allineamento dello scheletro per trovare radicamento, equilibrio, centratura e facilità di movimento. In questo video della serie “Focus on” ti suggerisco una piccola pratica, ma se vuoi approfondire puoi iscriverti alla newsletter di MovimentoSano e ricevereai ogni mese una lezione audio.

Basta dolore da seduti: scegli il Feldenkrais

Per ragioni professionali stai seduto molto tempo? Al pc, in auto, sul treno, alla cassa…? Se non puoi cambiare lavoro, c’è una buona notizia per te: anche la posizione seduta può diventare dinamica e senza dolori, stress o affaticamento alla schiena e agli occhi. Le posizioni e i gesti del lavoro sedentario possono infatti diventare attività fisica, basta imparare a muovere in modo armonioso e coordinato bacino, colonna e testa, salvando la schiena. Quando le spalle sono sorrette dalla gabbia toracica, anche le braccia e le mani saranno libere di muoversi agilmente, senza che si creino tensioni e, a lungo andare, problemi come il tunnel carpale e la periatrite. Il segreto è nell’utilizzare lo scheletro come sostegno, per liberare la muscolatura da inutili sforzi. E si può imparare anche a usare lo sguardo in modo fluido, così da non stancare gli occhi, evitando mal di testa e attacchi di cervicale. Solo quello che è facile e piacevole, può essere integrato dal nostro sistema nervoso e, di conseguenza, nella vita di tutti i giorni.

Il primo passo per questo modo salutare di sedersi è quello di conoscere il bacino per poterlo muovere anche da seduti in collegamento con i piedi, la colonna, la testa. Prova gratis le due lezioni audio di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais “Star bene da seduti 1″ e “Star bene da seduti 2″.

Nel frattempo puoi mettere in pratica alcune accortezze:

  • posiziona lo schermo in modo da avere lo sguardo al di sotto della linea di orizzonte, questo ti permetterà di non accorciare la zona cervicale alzando il mento:
  • metti la sedia a un’altezza da poter appoggiare comodamente le piante dei piedi;
  • metti la tastiera a un’altezza per cui non devi alzare le spalle;
  • se puoi, lascia che gli avambracci siano appoggiati al piano di lavoro, formando un angolo di poco inferiore a 90° rispetto al braccio;
  • non premere con forza sui tasti, non ce n’è bisogno e cerca di usare tutte le dita;
  • non allungare il collo per avvicinarti allo schermo, se non ci vedi ingrandisci con lo zoom, ma lascia la testa in cima alla colonna;
  • se senti tensione alle spalle, bascula il bacino dolcemente (abituati con le due prime lezioni audio “Star bene da seduti”);
  • non rimanere troppo tempo nella stessa posizione, cambia, alzati, muoviti;
  • lascia che ci sia spazio sotto le ascelle e senti il movimento delle scapole mentre usi le braccia e le mani;
  • ascolta il tuo respiro, lascia la pancia libera;
  • ogni tanto stacca lo sguardo dallo schermo e guardati intorno oppure copri gli occhi con le mani a coppetta per farli riposare. Ci sono molte lezioni Feldenkrais sugli occhi, puoi provare “Rilassare gli occhi 1″.

Se fa al caso tuo, ho creato un programma specifico in cui posso seguirti anche online. Contattami per avere informazioni.

 

 

Come mantenere una schiena flessibile

Il mal di schiena è uno dei disagi più comuni a causa dei nostri stili di vita che ci costringono a stare seduti molto tempo fin dall’età scolastica. L’unico modo per combatterlo è dedicare anche pochi minuti al giorno per prevenire la rigidità della schiena e la tensione che ne deriva, spesso causa di dolori e bruciori anche quando non si hanno particolari problemi posturali. Non solo: un altro antidoto è quello di imparare una seduta dinamica, come introdotto nelle sequenze audio “Star bene da seduti” 1 e 2 e “Orologio pelvico 1” che trovi nelle risorse gratuite.

In questo articolo ti segnalo l’ultima sequenza suggerita da MovimentoSano per mantenere la colonna flessibile. Come sempre, è tratta dalle lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento elaborate dal dottor Moshe Feldenkrais, lo scienziato che ha anticipato i tempi, fondando un metodo di educazione somatica a metà del Novecento, proponendo rispetto alle terapie tradizionali un’autoeducazione del corpo che permette di mantenere uno stato di salute, con potenti effetti terapeutici a livello fisico e psicologico. Le lezioni audio che propongo sono sempre estratte da quelle complete di Feldenkrais che insegno nei corsi di gruppo, della durata di 45 minuti, un tempo che però è difficile da trovare per se ogni giorno (purtroppo). Per agevolare il mantenimento quotidiano di una schiena sana e senza dolori però bastano anche dai 10 ai 20 minuti, come negli audio che propongo. Ti ricordo che se li vuoi ricevere nella tua casella di posta basta iscriversi alla newsletter di MovimentoSano, ne riceverai uno ogni mese.

Buona pratica e Buon Anno!

I consigli per una buona postura

Mi capita spesso di sentire o di leggere indicazioni per ottenere una buona postura in cui si suggerisce di rafforzare i muscoli addominali e lo stesso consiglio viene dato per lo più alle persone che soffrono di mal di schiena, in particolar modo alla zona lombare. Non è sbagliato avere addominali forti e nemmeno rafforzare qualsiasi altro gruppo muscolare, ma è importante fare alcune precisazioni:

1. le nostre azioni sono guidate da un sistema nervoso che controlla muscoli e ossa secondo una gerarchia precisa:  se vogliamo ottenere un vero cambiamento nella postura – e nei movimenti – dobbiamo rispettare le caratteristiche di questo sistema. Lo possiamo fare soltanto con strategie che incidano a livello neurologico. Si tratta di andare oltre il livello intellettuale, quello astratto e teorico, per raggiungere la parte intuitiva e istintiva del cervello, quella che controlla i movimenti e per dialogare con quella parte dobbiamo usare il suo lo stesso linguaggio, che non è fatto di parole, ma di sensazioni.

2. L’essere umano è un sistema integrato e interconnesso: in ogni movimento è coinvolta l’intera persona e non soltanto gruppi muscolari. Esercitare un gruppo di muscoli in modo isolato non è ciò che ci serve per migliorare un movimento, semplicemente perché non è ciò che accade nella realtà quando compiamo una qualsiasi azione. Se vogliamo aumentare la nostra forza, migliorare la nostra precisione, affinare i gesti ci occorre un lavoro globale e di consapevolezza su come avviene il movimento nelle sue varie componenti.

3. La postura non è una una forma ideale. Spesso quando parliamo di postura visualizziamo una posizione statica, ma è una costruzione mentale non corrispondente alla vita reale, dove ci muoviamo continuamente, a partire dal respiro, che modifica la nostra postura di momento in momento. La realtà è un continuo fluire, un cambiamento e passaggi di movimento tra l’in e l’es del respiro e tra un’azione e un altra. Se vogliamo lavorare sulla postura dobbiamo lavorare sul movimento e sull’intera persona, visto che ogni movimento coinvolge l’intero corpo, assieme al pensiero, alle emozioni, ai sentimenti. Per approfondimenti puoi leggere La postura come concetto dinamico.

I miei consigli per una buona postura non saranno quindi formati da una serie di regole o istruzioni, perché in questo modo mi rivolgerei al pensiero cosciente e non alla parte inconscia. Non è che il pensiero cosciente non possa attuare dei cambiamenti, anzi, a volte può farlo anche in modo repentino, ma è sempre un cambiamento temporaneo. Se chiedo a qualcuno di “raddrizzare” la schiena, si correggerà momentaneamente per poi tornare alle sue cattive abitudini. Non solo, si correggerà secondo un’idea astratta di “schiena diritta”. La nostra postura e il nostro modo di muoverci non sono dettati dall’intelletto, ma da schemi neuromotori insconsci: le abitudini, come le chiamava Moshe Feldenkrais, fondatore del metodo di autoeducazione neuromuscolare che sta alla base di MovimentoSano. Per cambiare le abitudini a nostro vantaggio quando esse ci limitano o ci danneggiano, dobbiamo lavorare sulla parte inconscia che le ha determinate, utilizzando appunto il linguaggio dei sensi. Da queste considerazioni nascono i 6 consigli di MovimentoSano per una buona postura:

1. Porta attenzione alle tue sensazioni

Ogni sensazione è un’informazione a quella parte inconscia del cervello che controlla il movimento: il respiro, l’appoggio dei piedi e delle parti del corpo a contatto con qualsiasi superficie, la comodità o la scomodità, le tensioni…

2. Senti, scopri e utilizza il tuo scheletro

Molti esercizi posturali si riferiscono ai muscoli, ma l’attenzione ai muscoli ti imprigiona in dettagli non utili per diventare consapevole del tuo movimento. E’ lo scheletro quello che ci sorregge, non i muscoli. Lo scheletro, se ben allineato, supporta il nostro peso senza alcuno sforzo muscolare. Ne nasce un senso di stabilità che ci permette di muoverci liberamente in ogni direzione, utilizzando la trasmissione della forza in modo diretto tra una parte e l’altra del nostro corpo. Se lavori sullo scheletro i tuoi muscoli faranno lo stretto necessario, evitando sforzi, tensioni e dolori. Puoi leggere a tale proposito l’articolo La funzione dello scheletro.

3. Elimina lo sforzo degli occhi

Gli occhi sono l’unico organo di senso connesso alle funzioni di movimento. Le tensioni agli occhi non solo inficiano la nostra vista, ma limitano anche i nostri movimenti e anche in questo caso si tratta di abitudini inconsce, per cui ti consiglio di scoprirle per poterle modificare e usare gli occhi in modo più efficace. I nostri stili di vita del resto non aiutano un corretto uso degli occhi, che rimangono molto tempo fissi sugli schermi, che siano del pc, del cellulare o della televisione. Per un approfondimento e alcuni suggerimenti puoi leggere l’articolo Occhi e movimento: una porta per la consapevolezza.

4. Respira in modo completo

Il respiro incide in modo profondo sulla nostra postura e sulla qualità dei nostri movimenti, oltre che sulla salute in generale, anche a livello emotivo e psicologico. Un buon respiro è versatile e si adatta continuamente a ogni posizione o azione e può aiutarci a eliminare stress e blocchi emotivi. Un respiro completo coinvolge l’intera persona; spesso invece si respira soltanto con alcune parti perché in altre la muscolatura è contratta, limitando il movimento. Puoi provare con la lezione audio Respirazione completa 1.

5. Cerca l’equilibrio

Essere in equilibrio è di fatto sentirsi in una posizione di riposo e non di sforzo, come ho accennato al punto 2 riferendomi alla funzione dello scheletro. Significa potersi muovere da qualsiasi posizione, in qualsiasi direzione, senza doversi riorganizzare e potendo fermare il movimento in qualsiasi punto per tornare indietro secondo il principio di reversibilità. Per trovare il tuo punto di equlibrio, puoi fare movimenti piccoli e lenti che ti aiutano a trovare il “punto neutro”, quello in cui non senti alcuno sforzo per rimanere in quella posizione.

6. Muoviti dal centro

Non sono le braccia, le mani, le gambe, i piedi a compiere un’azione, sei sempre tu, nel tuo essere intero, e la parte più potente è il tuo centro: il bacino, che contiene i muscoli più profondi e più grandi del corpo, connesso alla colonna vertebrale, nella sua possibilità di muoversi in tutte le direzioni. L’agilità della braccia e delle mani, la forza delle gambe, in una parola il buon uso degli arti (la periferia del tuo corpo) dipendono da un centro forte, tonico, elastico, flessibile e mobile, come descritto nell’articolo Scopri il potere e le funzioni del bacino.

Prova a portare attenzione a questi  sei punti, osservando e cercando di capire quali sono le tue abitudini, per poi inserire qualche cambiamento e se ti va, fammi sapere le tue scoperte. Ricordati che il cambiamento reale deriva dalla tua personale esperienza.

Se vuoi allenarti con le sequenze di MovimentoSano iscriviti alla newsletter, ricevi una sequenza audio gratuita al mese.

Stare in piedi salvaguardando la schiena

Un’attività piacevole e interessante come quella di andar per mostre e musei a volte è turbata dal mal di schiena e dal senso di pesantezza alle gambe. In questo mio articolo per Piuturismo, “Per musei evitando il mal di schiena”, vi propongo qualche piccola strategia da adottare per tutelare la schiena, sulla base della pratica del Metodo Feldenkrais. Sono suggerimenti utili anche per chi deve stare in piedi molte ore per lavoro.

Psoas, il muscolo della vitalità

Lo psoas è il muscolo più profondo del corpo umano ed è l’unico che collega la colonna vertebrale alle gambe. Esso dà forza e stabilità al nostro centro, influisce sulla postura, sull’equilibrio, sulla mobilità articolare, sull’ampiezza e sulla qualità del movimento, oltre che sul funzionamento degli organi dell’addome e sul respiro, poiché collegato al diaframma. E’ dunque coinvolto nella posizione eretta, così come in azioni come camminare, salire le scale, saltare, correre… ossia in tutte le azioni in cui alziamo i piedi e le gambe, ma è importante anche quando siamo seduti o semplicemente respiriamo in uno stato di riposo. Uno psoas sano stabilizza la colonna vertebrale, permette di stare in posizione eretta con un buon allineamento scheletrico e quindi senza sforzo, oltre che di muoverci con agilità e libertà. Quanto più è flessibile e forte lo psoas, tanto più può fluire la nostra energia vitale.

Attraverso i movimenti lenti, gentili, fluidi e consapevoli del Metodo Feldenkrais potrai:

  • scoprire il ruolo dello psoas nei movimenti, nella stabilità e nell’equilibrio
  • rilassare la bassa schiena
  • respirare meglio
  • migliorare camminata, corsa, seduta
  • sentirti più radicato e stabile
  • ottenere un allineamento dinamico
  • ottenere una flessibilità naturale delle anche
  • aumentare il piacere sessuale

Purtroppo lo stile di vita sedentario, i ritmi accelerati, lo stress, ma anche scarpe scomode e strette o altre abitudini, come gli allenamenti basati su sforzi muscolari, portano a tendere e a serrare lo psoas che, col tempo, rimane cronicamente contratto, accorciandosi e indurendosi e questo stato di tensione non gli permette più di svolgere il suo ruolo fondamentale per la nostra salute e il senso di benessere integrato. Difatti, non potendo più avere una corretta posizione eretta, si cerca la stabilità attraverso un eccessivo sforzo muscolare costante che ci fa accorciare e ci fa perdere flessibilità, di conseguenza energia e vitalità.

psoasProblemi come lombalgie, sciatalgie, dolori alle spalle, alla cervicale, alle anche, alle ginocchia possono dipendere anche da uno psoas contratto che, tra l’altro, manda continui segnali di tensione al sistema nervoso centrale, condizionando lo stato emotivo che sarà più portato a stati di ansia e di paura. Il fatto stesso di non poter avere una respirazione completa e profonda, come accennato, influisce sul nostro stato emotivo e psicologico. Lo psoas accorciato significa anche minor spazio nel bacino e nell’addome e quindi una costrizione degli organi interni, con disturbi di tipo digestivo e intestinale. Va tenuto presente che un respiro completo è anche un continuo massaggio agli organi interni e quindi un toccasana di cui possiamo beneficiare continuamente.

Se hai domande puoi contattarmi per una consulenza gratuita telefonica o via skype, vai alla pagina contatti.

Puoi provare la lezione “Rilassare il muscolo psoas” e se vuoi ricevere alte lezioni iscriviti alla newsletter!

 

 

 

 

 

 

Salva la schiena se lavori seduto al pc: lezione 1

Come fare per non soffrire di mal di schiena, dolori alla zona cervicale, tensioni alle spalle e alle braccia, stanchezza agli occhi in una vita che ci obbliga a tante ore da seduti? La ricetta di MovimentoSano è quella di rendere la posizione seduta da statica a dinamica, come spiego nel mio programma speciale dedicato al benessere da seduti. La buona notizia, infatti, è che questa posizione può essere dinamica, se il bacino impara a muoversi in tutte le direzioni, mentre rimane in saldo contatto con la sedia. In questo modo si possono recuperare flessibilità e leggerezza alla schiena, mobilità delle anche e del collo, libertà dei movimenti della testa.

Per un assaggio del programma speciale, ti invito a provare questa lezione audio, in cui puoi esplorare il bacino nella sua forma sferica e nelle sue possibilità di movimento anche a contatto con la sedia.