Come gestire lo stress: i corsi di Insieme Salute

Grande scoperta, anzi due: lo stress può essere anche una cosa positiva ed è su me stessa che posso agire… inutile aspettarsi che cambino gli altri. Già questo ha cambiato la mia prospettiva.

 

Mi porto a casa strumenti nuovi per scoprire come funziono. Adesso so che posso percorrere strade nuove.

 

Sentirmi, integrarmi per connettermi con me e con il mondo. Con Nadia, Livia e il gruppo ho vissuto ore stimolanti.

Sono alcune delle testimonianze di chi ha partecipato al primo modulo del corso  “Gestire lo stress per prevenire le malattie” che ho tenuto tenuto assieme a Nadia Lattuada nella sede di Insieme Salute, da settembre a novembre 2017, in cinque mattine di sabati alterni. L’approccio mio e di Nadia integra le diverse competenze – educatrice Feldenkrais io, formatrice lei – per affrontare simultaneamente aspetti somatici e psicologici delle risposte allo stress, di fatto indissolubilmente connessi nel loro manifestarsi. L’approccio psiche-soma permette di lavorare con le persone attraverso la comunicazione bidirezionale tra cervello e corpo e stimola un cambio di paradigma nella relazione con se stessi, con l’ascolto e la scoperta di sé, delle proprie abitudini, del modo di relazionarsi.

C’è un legame forte e permanente tra le zone del cervello che regolano il corpo e il corpo stesso (Antonio Damasio, neuroscienziato)

 

Mentre la mente sta vagando, i nostri sistemi sensoriali si spengono e, al contrario, quando ci concentriamo sul qui e ora si indeboliscono i circuiti neurali responsabili del vagare della mente. (Daniel Goleman, psicologo)

Spesso la mente rimugina, valuta, giudica, tenendoci prigionieri di pensieri pesanti, intrappolandoci in ruoli fissi, in frustrazioni di gesti e azioni mancati o di aspettative insoddisfatte. E questo in un circolo vizioso dovuto a reazioni e automatismi che ci chiudono in ruoli che sembrerebbero immodificabili. L’obiettivo del corso è stato quello di svelare la possibilità di uscire da questi automatismi e di fornire strumenti pratici per “allenarsi” a un’osservazione neutra di sé e alla capacità di “tornare a casa”  – rassicurarsi rapidamente nella connessione con se stessi e con la realtà concreta del qui e ora – così da poterla utilizzare anche in momenti di stress. Come si legge nelle parole di chi ha partecipato, lo stress in sé non è negativo, sono l’eccesso e il perdurare nel tempo a essere dannosi: per il nostro benessere, le nostre relazioni e la nostra salute. Il corso è infatti iniziato illustrando i meccanismi fisiologici di risposta allo stress, in quanto la conoscenza di come funzioniamo è il primo passo per capire che cosa ci accade, quanto c’è di naturale e sano in questa risposta e quando invece diventa nociva per la nostra vita. Il tema di questo primo modulo, cui seguiranno altri due tra gennaio e maggio 2017, erano gli stati dell’io secondo l’analisi transazionale, intesi come chiave di lettura delle dinamiche relazionali e che abbiamo trattato dal punto di vista cognitivo con materiale didattico, test, questionari, condivisioni in aula, e dal punto di vista somatico, con lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais. Per poter proseguire il lavoro a casa, le lezioni sono state inviate in forma di audio. Questo approccio teorico-pratico ha permesso alle persone di portare attenzione a se stesse su diversi piani, così da conoscersi sempre più attraverso il doppio binario psiche e soma, riconoscersi e legittimarsi.

Come dimostrano i più recenti risultati della ricerca sul cervello, le esperienze vengono sempre radicate a livello cognitivo, emotivo e fisico contemporaneamente sotto forma di corrispondenti modelli di reazione (pensiero, emozione, corpo) e sono intrinsecamente legati. Pertanto, ogni tentativo successivo di migliorare la capacità umana di gestire e combattere lo stress mediante programmi di perfezionamento a livello cognitivo sarà inesorabilmente destinato a fallire, se non vengono contemporaneamente integrati i livelli emotivo e fisico. Un procedimento rivelatosi particolarmente idoneo a tal fine – essendo già impiegato con successo nella pratica da oltre 10 anni – è il Metodo Feldenkrais. (Prof. Dr. Gerard Huther, neurobiologo e capo del reparto Neurobiologische Grundlagenforschung della Clinica psichiatrica dell’Università di Gottinga)

I diversi moduli del corso sono stati strutturati in modo da essere indipendenti. Le iscrizioni per il secondo modulo sono aperte , con tema “Agire l’assertività per gestire lo stress”, che inizierà sabato 13 gennaio e si concluderà sabato 3 marzo, con cinque incontri di tre ore ciascuno (dalle 9.45 alle 12.45) a sabati alterni. Iscrizioni presso Insieme Salute, via San Gimignano 30 -32, Milano, tel. 02 – 37052067. Il costo è di 100 euro per l’intero modulo. Per chi volesse maggiori informazioni prima di iscriversi, può contattarmi.

 

 

 

Al via un corso per gestire lo stress e migliorare le relazioni

I nostri stili di vita, spesso vorticosi nei ritmi e molto richiedenti negli impegni, mettono a dura prova il sistema nervoso.  Anche se si tratta di “lievi” elementi stressori, quando sono continui danneggiano nel lungo termine la nostra salute, dopo averci succhiato energia, vitalità, entusiasmo e aver reso difficili le relazioni personali. Conseguenze, queste, che diventano a loro volte ulteriori elementi di stress. Per uscire da questo circolo vizioso abbiamo gli strumenti necessari: corpo e mente! Che se viaggiano all’unisono, l’uno nell’ascolto e nell’osservazione dell’altra, diventano la nostra forza per diventare flessibili e resilienti.

Se vuoi conoscere i tuoi punti di forza, allenarti a far dialogare mente e corpo per rispondere agli “attacchi” dello stress, c’è un corso a Milano che parte il 30 settembre. Si svolge nella sede di Insiemesalute, via San Gimignano 30 ed è stato organizzato in seguito al successo riscontrato con il primo corso su questo tema tenutosi nella primavera 2017, in cui il Metodo Feldenkrais si è integrato con attività cognitive di empowerment: il connubio tra il lavoro di consapevolezza corporea e di consapevolezza cognitiva ha permesso ai partecipanti di acquisire velocemente strumenti pratici per gestire lo stress.

Il corso è aperto anche a non soci di Insiemesalute. Le attività si tengono il sabato mattina, a settimane alterne, e sono divise in tre moduli, con possibilità di seguire l’intero percorso oppure di iniziare con iscrizione al primo modulo. Se sei interessato contattami su MovimentoSano.

Sullo stress trovi altre news nella rubrica “Stress” e se vuoi un assaggio degli esercizi neurosensoriali che imparerai, prova questo audio.

 

Il secondo audio per la gestione dello stress

Il problema non è lo stress in sé, ma la sua gestione. Lo affermava già il medico Hans Seyle (1907 – 1982), padre della ricerca sullo stress:

Lo stress di per sé non è negativo, anzi è un allenamento alle continue sfide della vita. Sono il suo eccesso e il suo perdurare nel tempo a essere nefasti […] Quello che conta non è eliminare lo stress, che sarebbe come eliminare la vita, ma la sua gestione

Il Metodo Feldenkrais aiuta a gestire lo stress, in quanto ci rende consapevoli delle nostre reazioni somatiche: è il corpo, o meglio il nostro organismo, che infatti reagisce. Ci si può ripetere mille volte di non essere ansiosi, di non preoccuparsi, di non pensare o rimuginare, ma i risultati durano poco. Per uscire dagli schemi emotivi è necessario percepirli nel corpo, sentirli nel respiro, nei muscoli, negli organi, “accorgersi di”: di tendere le spalle, di serrare i denti, di stringere le mani, di respirare corto… In questo secondo esercizio neurosensoriale potrai riconoscere e allentare molte microtensioni, altrimenti difficili da individuare e che ti succhiano molta energia.

Voglio ricordare che lo stress di fatto è una risposta primordiale a una minaccia o a un pericolo (stressor/stimolo): l’organismo si attiva velocemente per fronteggiare la criticità e poi tornare, il più presto possibile, al suo normale equilibrio operativo basale. Il problema nasce quando questo flusso viene interrotto e la risposta si cronicizza, vuoi perché i fattori di stress sono continui (tipico della vita odierna), vuoi perché la risposta anziché essere esplicitata implode (come la rabbia repressa); oppure quando si attraversano momenti della vita particolarmente difficili e duri che tengono il sistema nervoso perennemente in stato di allerta. Studi recenti hanno dimostrato che gli stimoli stressori continui, anche se lievi, producono nel lungo tempo danni anche gravi alla salute, in quanto abbassano le difese immunitarie. E’ quindi importante lavorare sulla consapevolezza anche in termini di prevenzione. Purtroppo il nostro stile di vita non favorisce un basso livello di stress: ritmi e complessità del mondo professionale, impegni familiari, continue seccature più o meno grandi (traffico, bollette, colleghi…), competitività, richieste multitasking, controllo, problem solving ecc. che causano tra l’altro mancanza di tempo per sé e per coltivare i propri interessi. Vengono a mancare le fasi di riposo e di recupero. Agisce una moltitudine di forze che ci portano “fuori di noi”, con la mente “altrove”: tutto sembra importante e urgente. Ne risulta uno stato permanente di tensione e di ansia e tendiamo a vivere con il pilota automatico. Perdiamo così l’unico momento reale che ci è dato vivere: il momento presente. Il Metodo Feldenkrais aiuta a vivere pienamente il presente in quanto “mindfulness in movimento“. Quello che conta è la nostra risposta di adattamento. Si chiama resilienza, parola chiave per il nostro stato di salute. Qualche suggerimento lo trovi in Stress e stanchezza: come recuperare energia grazie al Feldenkrais.