I piedi: e tu come li usi?

Quante volte stare in piedi diventa faticoso? Eppure la nostra organizzazione muscolo-scheletrica è in grado di sostenerci in posizione eretta senza fatica. Il motivo per cui ci stanchiamo è perché non la utilizziamo al meglio. Nelle lezioni di Metodo Feldenkrais una delle scoperte che si fanno è quella di ottimizzare l’impalcatura scheletrica in relazione alla forza di gravità, lasciando i muscoli liberi per il movimento, anziché inutilmente sotto sforzo per “tenersi su”.  E il suolo diventa un sostegno che ci permette di sentirci leggeri, in equilibrio e al tempo stesso dinamici, pronti per orientarci e muoverci nello spazio. Nel non utilizzare queste possibilità, stare in piedi ci affatica e ci ruba energie, non soltanto fisicamente, ma anche mentalmente.

Nel diventare bipedi il nostro baricentro si è alzato e questo ci dà un “equilibrio instabile”, ottimo per orientarci e per muoverci facilmente e rapidamente in qualsiasi direzione, però più complesso per stare in equilibrio. Ma se utilizziamo un buon allineamento scheletrico, possiamo sentirci leggeri, poiché non andiamo ad affaticare inutilmente i muscoli non antigravitari. Una prima osservazione che puoi fare su te stesso è quella della posizione dei piedi e dei punti su cui scarichi il peso. In un articolo per l’area benessere di Piuturismo ho pubblicato un video con alcuni suggerimenti che ti invitano a una prima auto osservazione su come metti i piedi nella posizione eretta e su come distribuisci il tuo peso, proseguendo con alcune esplorazioni atte a produrre cambiamenti. Come sempre, nella pratica del Metodo Feldenkrais per migliorare l’uso di sé non si usano modelli o correzioni, bensì un dialogo con il cervello e il sistema nervoso attraverso informazioni derivanti da stimoli sensorimotori. Questo fa sì che il cervello produca nuove connessioni neuronali e, di conseguenza, cambiamenti organici, ossia della persona nella sua interezza mente-corpo. I miglioramenti infatti permangono, in quanto integrati.

“La posizione dei piedi”.

 

Focus on #15 L’equilibrio

Imparare a cadere significa migliorare l’equilibrio, prevenire cadute, mitigare i danni di un incidente per cui siamo caduti. C’è un’organizzazione corporea anche quando si perde l’equilibrio e più si è consapevoli meglio si cade. L’equilibrio non è statico, è labile, noi lo perdiamo e lo recuperiamo continuamente, a ogni passo. Solo che non ce ne rendiamo conto. Il suggerimento è quindi di lavorare proprio sul momento della caduta. Imparare attraverso l’errore è una delle strategie del Metodo Feldenkrais, che ripropone il processo di apprendimento che abbiamo vissuto da bambini, quando abbiamo imparato le tante azioni (rotolarci, gattonare, camminare…) attraverso la nostra personale sperimentazione e quindi anche attraverso tentativi ed errori. Imparare a cadere, in quanto attiva le risposte del  sistema nervoso, l’orientamento, la prontezza di riflessi, la percezione di sé nello spazio significa prevenire molti infortuni e minimizzare le conseguenze di una perdita di equilibrio o di una caduta. E’ molto utile anche in età avanzata.