Al via un corso per gestire lo stress e migliorare le relazioni

I nostri stili di vita, spesso vorticosi nei ritmi e molto richiedenti negli impegni, mettono a dura prova il sistema nervoso.  Anche se si tratta di “lievi” elementi stressori, quando sono continui danneggiano nel lungo termine la nostra salute, dopo averci succhiato energia, vitalità, entusiasmo e aver reso difficili le relazioni personali. Conseguenze, queste, che diventano a loro volte ulteriori elementi di stress. Per uscire da questo circolo vizioso abbiamo gli strumenti necessari: corpo e mente! Che se viaggiano all’unisono, l’uno nell’ascolto e nell’osservazione dell’altra, diventano la nostra forza per diventare flessibili e resilienti.

Se vuoi conoscere i tuoi punti di forza, allenarti a far dialogare mente e corpo per rispondere agli “attacchi” dello stress, c’è un corso a Milano che parte il 30 settembre. Si svolge nella sede di Insiemesalute, via San Gimignano 30 ed è stato organizzato in seguito al successo riscontrato con il primo corso su questo tema tenutosi nella primavera 2017, in cui il Metodo Feldenkrais si è integrato con attività cognitive di empowerment: il connubio tra il lavoro di consapevolezza corporea e di consapevolezza cognitiva ha permesso ai partecipanti di acquisire velocemente strumenti pratici per gestire lo stress.

Il corso è aperto anche a non soci di Insiemesalute. Le attività si tengono il sabato mattina, a settimane alterne, e sono divise in tre moduli, con possibilità di seguire l’intero percorso oppure di iniziare con iscrizione al primo modulo. Se sei interessato contattami su MovimentoSano.

Sullo stress trovi altre news nella rubrica “Stress” e se vuoi un assaggio degli esercizi neurosensoriali che imparerai, prova questo audio.

 

In salute allenando le ossa

Gli odierni stili di vita, complice l’innovazione tecnologica, se da una parte hanno creato comodità, facilitando molti gesti quotidiani, hanno dall’altra indebolito le nostre abilità di movimento, rendendoci sempre più pigri. Le nostre capacità motorie diventano limitate e tendiamo a perdere il movimento spontaneo, fisiologico e naturale che ci appartiene. Tendiamo, fin dall’età scolare, a usare sempre più la mente a discapito del corpo, come se fossero entità separate, mentre invece muoverci in modo sano ci potrebbe aiutare non solo a stare meglio, ma anche a pensare meglio. Sul piano fisico indeboliamo le nostre ossa e sferriamo, senza nemmeno accorgercene, duri attacchi al nostro stato di benessere e alla nostra salute in generale, per poi ricorrere a medici, specialisti, terapie, tecniche, farmaci, esami, perfino operazioni chirurgiche. Come se star bene fosse un obiettivo difficile, se non impossibile. Basterebbe invece un uso intelligente di sé, anche e nonostante il nostro stile di vita e i limiti che pone a un movimento sano. E non è nemmeno necessario andare in palestra o sottoporsi a particolari attività fisiche: basta risvegliare il corpo e la mente nelle attività quotidiane. Il segreto sta nel prendere contatto con le ossa: la consapevolezza di questa struttura e del suo modo di funzionare ha il magico potere di riportarci a casa, in una chiara percezione di noi stessi e del nostro movimento spontaneo e intelligente. Pensa al lavoro che fanno le ossa nell’arco della tua vita: 206 ossa che lavorano assieme come gli strumenti di un’orchestra. Sta a te decidere se farle suonare in sintonia oppure non unita. Lo scheletro è un’architettura mobile di raffinatissima progettazione che permette stabilità e flessibilità, equilibrio e mobilità, forza ed elasticità, con la caratteristica di sfruttare al massimo la forza di gravità per rendere leggeri e facili i movimenti. E’ per questo che nelle lezioni Feldenkrais l’attenzione viene portata ai segmenti ossei e alle articolazioni, permettendo un’esperienza concreta di come la forza sia trasmessa attraverso lo scheletro nel rapporto con lo spazio. Per sedersi, inginocchiarsi, camminare, saltare, allugnarsi, rotolarsi, sdraiarsi…. inizia a pensare alle ossa, il loro linguaggio è fatto di ritmo e pressione. Prova ad esempio a sederti e a battere qualche volta i talloni: prima lo fai con un piede e poi con l’altro e senti la vibrazione che si crea fino alla testa. Poi gioca e fallo con entrambi i piedi contemporanemanente o in modo alternato. Infine ti fermi e senti come sei seduto, come ti percepisci. Un’altro accorgimento che puoi adottare è di notare, quando sei in una posizione, se ci sono parti di te sollevate con un lavoro muscolare eccessivo e provare a lasciarle andare. Potresti accorgerti che ci sono molti più punti di appoggio di quanto non credi che potranno eliminare sforzi inutili. E ancora: quando sei seduto/a prova a immaginare gli ischi (le ossa del bacino a contatto col sedile) come fossero piedini e sposta il tuo peso in varie parti di questi piedi…. ci sono ancora tanti piccoli trucchi che puoi adottare durante la giornata per alleviare fatica inutile, risparmiare energia e sentirti meglio, potenziando e ottimizzando il lavoro delle ossa. Nono solo: allenando le ossa tutti i giorni le rafforzi… un buon antidoto contro artrite e osteoporosi!

MovimentoSano si presenta

MovimentoSano è un approccio al benessere integrato che intende la persona nella sua globalità come sistema corpo-mente che si basa sui principi del Metodo Feldenkrais e sulle scoperte più all’avanguardia della neuroscienza. Complesso e articolato nelle sue sofisticate strategie, il Metodo Feldenkrais è semplice da praticare, con benefici concreti e duraturi nel tempo per la salute e il senso generale di benessere.

Il tuo corpo sei tu

Un corpo-immagine, un corpo senza carne. E’ il paradosso odierno nell’ideale del corpo diffuso dai media, che ci spingono verso pratiche, prodotti, trattamenti, terapie e interventi per avvicinarci il più possibile al modello proposto. Un corpo considerato fondamentale per l’immagine sociale – essere accettati, rispettati, apprezzati, desiderati e desiderabili – ma da cui ci estraniamo nell’accezione di organismo vivente nelle sue espressioni fisiche, emotive, psicologiche. Il paradosso sta nel fatto che questo corpo così esaltato come immagine ideale, non lo si conosce, non lo si ascolta, non lo si abita. E così si vive spesso dissociati dal proprio corpo, per poi identificarsi in alcune sue manifestazioni – come il dolore – e in alcune parti – di solito quelle doloranti o che non piacciono. Come se il corpo non fosse un insieme, ma parti assemblate; come se non fosse la manifestazione dell’intero nostro essere, ma un abito prestato e, il più delle volte, scomodo. Ma noi non siamo la nostra sciatica, la nostra periatrite, il nostro alluce valgo, la nostra dislessia, la nostra scoliosi, noi siamo un sistema vivo, organico, intelligente, che interagisce con altri sistemi. Un sistema autoregolato in grado di identificare e di sussurrare i disagi, ma che poi è obbligato a urlarli se inascoltato.

In Occidente, limitati dalla dualità corpo-mente di matrice cartesiana, fatichiamo a considerare il corpo nella sua unità funzionale con la mente, che è poi la base del nostro sé, della nostra coscienza: “c’è un legame forte e permanente tra le zone del cervello che regolano il corpo e il corpo stesso… noi generiamo la mappatura del corpo che fornisce le basi del sé e si manifesta sotto forma di percezioni. Non potremmo avere una mente cosciente se non ci fosse interazione tra la corteccia cerebrale, il tronco encefalico e il corpo.” (Antonio Damasio, neuroscienziato). Si tratta dell’unità oggettiva e funzionale tra il corpo e la mente dichiarata da Moshe Feldenkrais oltre mezzo secolo prima delle ricerche che oggi dimostrano come le capacità del cervello siano influenzate dai sistemi sensorimotori.

Si tratta di cambiare paradigma e comprendere, facendone esperienza, che il corpo vivente – il soma – è la base del sé: il corpo siamo noi nell’unità funzionale con il nostro cervello, quindi con le nostre sensazioni, le emozioni, i pensieri, i sentimenti ed esso diventa la manifestazione concreta del nostro modo di muoverci nel mondo e nella vita. Vivere alienati dal proprio corpo significa quindi vivere alienati da sé, perché se non si abita il corpo, se non lo si ascolta e non lo si rispetta, non si può nemmeno sapere che cosa si desidera per sé, che cosa ci fa bene, di che cosa abbiamo bisogno e come prendercene cura. E se non ci abituiamo ad ascoltare e a prendere in considerazione i messaggi del corpo – del nostro essere autentico – rischiamo di passare la vita a delegare ad altri la nostra salute, le scelte per il nostro benessere, in ultimo la nostra felicità: specialisti ed esperti che secondo noi sanno come curare il nostro corpo dimenticato e disincarnato. Come scrive la collega Lea Kaufman nel suo libro “Apoderate de tu cuerpo”, quando invece ci riappropriamo del nostro corpo ci riappropriamo di noi stessi, della nostra autorevolezza, perché impariamo ad riconoscere le sensazioni, a leggere le percezioni, fidandoci di noi, in una consapevolezza incarnata: “Quando la tua attenzione è focalizzata sul tuo corpo, questo, per se stesso, inizia a lavorare meglio. E la cosa meravigliosa è che i cambiamenti che senti si verificano nel tuo cervello.”

Il circolo virtuoso tra il corpo e il cervello

Noi agiamo in base a mappe corticali uniche e apprese che possono cambiare grazie alla neuroplasticità, l’abilità del nostro cervello di rielaborare nuove informazioni e modificare le connessioni neurali a vantaggio dell’intero nostro essere. Queste informazioni possono arrivare tramite specifiche strategie di movimento, come nelle lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento o di Integrazione Funzionale del Metodo Feldenkrais ed è così che il corpo innalza la mente e la mente abilita il corpo, innescando un circolo virtuoso. Di conseguenza ci si muove con più facilità, ci si sente più leggeri, più comodi in se stessi e si provano soddisfazione e gioia per le nuove scoperte. Si ottiene al contempo maggiore chiarezza di pensiero, perché si è più integrati e presenti a se stessi, quindi più “in ascolto”, più attenti e lucidi. E si riscopre un atteggiamento dimenticato ma fondamentale per essere vivi e dinamici: la curiosità, la stessa che avevamo da bambini, quella che ci spingeva a tentare, a provare, a osservare, a porci domande, a esplorare strade sconosciute, a fidarci delle intuizioni, a trovare soluzioni inedite, a meravigliarci, sciogliendo le briglie della nostra creatività. Tutto questo è possibile anche da adulti grazie alla neuroplasticità e alla connessione tra il movimento e l’apprendimento. Imparare con il corpo, questo nostro corpo vitale e intelligente, significa imparare in modo organico, attraverso l’esperienza, il sentire, il percepire, l’ascolto, l’osservazione diretta e concreta e non secondo modelli provenienti dall’esterno. Imparare con il corpo significa riappropriasi dell’intelligenza innata del nostro organismo e acquistare fiducia in se stessi. E questo ci porta sulla strada della salute, perché impariamo a stare sulle nostre gambe e a rispondere alle avversità, così come a godere pienamente di ogni momento che può regalarci un sorriso.