La salute della schiena: istruzioni per l’uso

Il mal di schiena nelle diverse parti della colonna vertebrale – cervicale. dorsale. lombare, sacrale – è fra i dolori più comuni del nostro tempo. Eppure non è difficile evitarli o migliorarli. A una condizione: prendersi davvero cura di sé, attraverso la consapevolezza di come si usa il proprio corpo nella vita di tutti i giorni, nei gesti comuni così come in quelli più sofisticati di atleti, artisti, performer. La schiena non è una parte avulsa dal resto di noi. La schiena non soltanto ci appartiene, ma siamo noi nel nostro modo di muoverci, di agire, di percepire, di sentire e provare sensazioni, percezioni, emozioni. Basti pensare alle rigidità muscolari provocate da abitudini posturali scorrette così come da tensioni nervose… Se la schiena è parte integrante del nostro essere, allora iniziamo a sentirla di più nei nostri atti. Spesso quando si usano le mani o i piedi l’attenzione è soltanto su queste parti terminali e non ci si rende conto che il loro modo di lavorare dipende dalla colonna vertebrale. E’ quindi fondamentale che essa sia flessibile, perché ogni rigidità non inficerà soltanto la salute della schiena, ma anche il benessere degli arti. Di fatto ogni movimento richiede la disponibilità delle vertebre a muoversi fra di loro su diversi piani. Ne consegue che vertebre poco mobili limitino i nostri movimenti. E’ allora che, per raggiungere l’obiettivo, andiamo a forzare su fasce muscolari meno potenti, causando danni e irrigidendo ancora di più la schiena. La sua mobilità, flessibilità e potenza (così come quella degli arti) dipende anche dalla muscolatura più profonda che la collega alle gambe attraverso il bacino, chiamata ileo-psoas. Ecco allora che basta rilassare questa muscolatura per distendere la schiena e ritrovare spazio fra i dischi intervertebrali, come indico nell’audio “Rilassare il muscolo psoas”. Se invece vuoi esplorare la flessibilità e i movimenti della colonna, puoi provare questa lezione di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais: “Fili e dita: trazioni e spinte per la colonna vertebrale”. Per ottenere i benefici desiderati, ossia acquisire consapevolezza corporea, evita qualsiasi sforzo o disagio. Ci sono tre chiavi fondamentali affinché il Metodo, che è un’autoeducazione somatica e non una tecnica o una ginnastica, funzioni e porti a cambiamenti e trasformazioni autentici e radicali:

1. cerca il piacere del movimento, se non è piacevole significa che è male organizzato e quindi non ti serve a nulla, anzi, rafforza le cattive abitudini,

2. vai lentamente per poterti osservare e conoscere così i tuoi schemi neuromotori, solo allora potrai modificarli e migliorarli,

3. rispetta il tuo corpo e i tuoi limiti: ogni segnale di dolore è un segnale intelligente di protezione, ascoltalo. I limiti si superano con l’intelligenza, non con lo sforzo 😉

Oltre alle lezioni Feldenkrais, fai tuoi alcuni accorgimenti sani, semplici ma efficaci, come ad esempio alzarsi ogni poco se stai lavorando da seduto, fare brevi ma frequenti pause; evitare i comfort quali ascensori e scale mobili o l’auto se non necessaria, camminare e muoversi il più possibile durante la giornata, piegarsi, inginocchiarsi, saltellare, ritrovando quei movimenti che da bambini venivano spontanei e che si tende ad abbandonare da adulti (accelerando l’invecchiamento!). Prova inoltre a compiere i gesti usuali in modo inusuale: ad esempio cambia lato su cui porti la borsa, usa la mano non dominante, inizia a salire i gradini con l’altro piede ecc. Questo serve sia a scoprire le proprie abitudini (dettate dall’organizzazione muscolo-scheletrica), sia a inviare informazioni nuove al cervello che si riadatterà, permettendoti di uscire dagli automatismi, sicuramente utili, soprattutto se si ha fretta, ma molto limitanti nell’uso di se stessi sia a livello fisico che di pensiero. Ricorda che la velocità non richiede fretta quando si utilizza in modo efficiente il proprio corpo:detta altrimenti, puoi ottenere il  “massimo risultato con il minimo sforzo”, secondo il pensiero di Moshe Feldenkrais.

 

 

In vacanza con MovimentoSano, la musica e la natura

Un’isola parco naturale, senza motori, popolata da animali in libertà, immersa in un mare cristallino: è l’Isola Brioni (Croazia), una perla del Mediterraneo dove si tengono i seminari dedicati ai benefici della musica e dell’esperienza corporea nella relazione con sé e con gli altri.

L’Associazione Musica Prima in collaborazione con lo S.P.A.E.E. (Servizio di Psicologia dell’Apprendimento e dell’Educazione in Età Evolutiva dell’Università Cattolica di Milano) organizza dal 16 al 27 agosto seminari di musicoterapia e comunicazione psicotattile che ospiteranno un laboratorio di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais condotto da MovimentoSano.

Una vacanza all’insegna del tempo per sé: nella natura, nel silenzio, nell’ascolto, nella musica, nel corpo. Dedicata a chi ha voglia di crescere, di stare meglio con se stesso e con gli altri attraverso una migliore comunicazione, a chi desidera acquisire o approfondire competenze nella propria professione in ambito musicale, artistico, educativo, psicologico o terapeutico.

Tre i corsi proposti: di musicoterapia per sperimentare i benefici della musica sul corpo, sulla psiche e sull’animo; di comunicazione psicotattile per sondare le possibilità del linguaggio non verbale, quello che sappiamo incidere di più nelle nostre relazioni; infine “Un momento per me” per un percorso di riarmonizzazione personale e relazionale, anche in ambito familiare e sempre a supporto di un benessere integrato corpo-mente e di una consapevolezza corporea come “porta” per i livelli psichici ed emotivi.

Nelle lezioni del Metodo Feldenkrais si lavorerà a supporto dei corsi, per agevolare il contatto neutro con se stessi, l’auto-osservazione, la propriopercezione, le abitudini personali nel proprio modo di muoversi e di agire, in un’esperienza che fa dialogare pensiero, stato d’animo e movimento corporeo. Secondo Moshe Feldenkrais, il fondatore del Metodo Feldenkrais, lo schema motorio, l’emozione, la sensazione e il pensiero sono un’unità indivisibile, laddove la funzione motoria partecipa alle funzioni superiori (pensare, ricordare, calcolare, cantare, provare emozioni e sentimenti…). Non possiamo quindi diventare consapevoli di un’emozione, di una sensazione o di  un sentimento fino a quando non c’è un atteggiamento corporeo. Di conseguenza Feldenkrais ritiene che un cambiamento reale nel nostro comportamento si verifica quando corpo e psiche si modificano simultaneamente. Su queste basi, il laboratorio Feldenkrais, che si svolgerà dal 18 al 24 agosto, propone tre incontri di gruppo:

1) Il tocco delle mani

Come le nostre mani sentono e comunicano attraverso le differenti qualità del tocco? La prima lezione prevede un lavoro sottile di differenziazione, rallentamento e riduzione dei movimenti in combinazioni inusuali su mani e dita che inciderà sulla qualità del tocco, oltre che sullo stato mentale ed emotivo. Si potrà anche sperimentare come il lavoro sulle estremità, in questo caso la mano, abbia un profondo effetto sul centro, rilassando immediatamente spalle e collo. Un’esperienza importante per terapeuti e per chi svolge attività di precisione e differenziazione delle dita come i musicisti.

2) Alla ricerca del punto neutro

Nel secondo appuntamento si cercheranno e si esploreranno i quattro punti neutri fondamentali del centro: le articolazioni di spalle e anche. L’obiettivo è quello di eliminare i cosiddetti movimenti parassiti, ossia gli sforzi muscolari inutili che ostacolano l’economia del movimento e la sua efficacia. La neutralità infatti permette di muoversi in tutte le direzioni desiderate senza doversi prima riorganizzare. Essa diventa anche una possibilità di “tornare a casa” da un punto di vista mentale ed emozionale.

3) Oltre lo sguardo

In genere ci si preoccupa della vista soltanto rispetto alla capacità di lettura alle diverse distanze, senza considerare che la principale funzione degli occhi è quella di organizzare il corpo per il movimento. In questo incontro si scoprirà come l’uso consapevole degli occhi in associazione al movimento possa migliorare, oltre che il campo visivo, il movimento stesso, che diventa più fluido, leggero, armonioso.

Per ulteriori informazioni puoi contattarmi al 392.2793815 oppure scrivermi: info@movimentosano.com.
Per informazioni in dettaglio sui corsi di musicoterapia e comunicazione psicotattile, sulle modalità di iscrizione, di viaggio e di soggiorno trovi tutto sul sito dell’Associaione La Musica Prima