Sani e agili da seduti? Con il Feldenkrais si può!

Molti di noi trascorrono ore seduti per lavoro, ma anche per recarsi sul posto di lavoro o in altre attività abituali come guardare la TV. Anche bambini e ragazzi in età scolastica non sono da meno. Noi siamo nati per muoverci, camminare, correre, arrampicarci, saltare… stare seduti non è naturale e questo stile di vita ci arreca molti danni, non soltanto fisici, ma anche nello stato d’animo e nel nostro senso di vitalità. Mal di schiena, al collo e alle spalle sono tra le conseguenze più comuni dello stare seduti, per il fatto che si crea una pressione eccessiva sui dischi intervertebrali. C’è chi risolve il problema cambiando vita, ma non per tutti è possibile. Per tutti è invece possibile trasformare la seduta in un’attività salutare! E con il Metodo Feldenkrais è possibile, anzi è l’obiettivo delle lezioni che si svolgono sulla sedia. In genere vengono prescritti o suggeriti esercizi regolari o accortezze, come una seduta ergonomica ecc. e sono consigli preziosi. Questi rimedi però ignorano il fattore principale della comodità nello stare seduti, ossia muovere tutto il corpo in modo efficiente, così da scaricare la tensione alla schiena, attivando i muscoli più potenti, proprio quelli che nella seduta non vengono normalmente utilizzati. In questo modo la seduta da posizione statica si trasforma in postura dinamica.

Il primo principio di una seduta dinamica è quello di renderla un’attività, che quindi permette e anzi richiede un movimento continuo e vitale. E questo scioglie con un malinteso molto diffuso, ossia che una buona postura sia stare “diritti” in una posizione stabilita. E’ proprio questa idea che causa molti danni, perché per “tenersi su” si tende a usare la parte superiore della schiena, irrigidendosi, con la inevitabile conseguenza dopo un po’ di scivolare e accasciarsi a mo’ di lombrico. Inoltre dà un’immagine scorretta della colonna vertebrale, come fosse un bastone, mentre è formata da quattro curve. Per sentirsi sostenuti bisogna attivare l’intero corpo in relazione ai punti di appoggio (piedi e ischi), trovando una libertà di movimento della colonna in ogni direzione e su tutti i piani.

Il secondo principio della seduta dinamica è che a tenerti “su” è il tuo scheletro e non lo sforzo muscolare. Il supporto dello scheletro libera la muscolatura da inutili tensioni. E’ per questo che sono fondamentali gli appoggi: i piedi innanzitutto, che così possono lavorare con la forza di gravità e trasmettere un senso di forza in tutto il corpo. L’altro appoggio importante è quello degli ischi, una base di appoggio forte che ti rende stabile senza affaticare la schiena, permettendo una grande libertà di movimento della colonna, delle braccia e della testa.

Puoi fare questo piccolo test per verificare se la tua seduta è dinamica o statica:

1. riesci a girarti con facilità a destra e a sinistra senza doverti alzare o cambiare posizione sulla sedia?

2. hai una buona respirazione sia toracica che addominale? Oppure senti poco movimento nella pancia o il petto fermo?

3. riesci ad allungare un braccio con facilità per prendere un oggetto lontano oppure devi alzarti o spostarti?

4. riesci a raccogliere un oggetto da terra da seduto e senza sforzo o senza doverti alzare?

5. dove sono i tuoi piedi? Ne senti l’apppoggio? Li usi o li dimentichi?

6. come senti le spalle? In tensione o “appese”?

Prova questa lezione introduttiva al programma “Star bene da seduti”: una prima esplorazione delle ossa, della forma e dei movimenti del bacino da seduti.

Puoi lavorare con me da casa tua, contattami per una programma online personalizzato.

 

 

 

Focus on #3 Mobilità del torace

Un torace mobile significa un movimento globale più fluido, leggero, armonioso. Spesso invece il torace è “tenuto” da una muscolatura perennemente contratta che impedisce, tra l’altro, una respirazione completa, fondamentale anch’essa per essere in buona salute. Più il torace diventa mobile, più migliora il movimento, milgiorando anche la postura e la flessibilità della colonna vertebrale..
Inizia a osservare il movimento del torace nelle sue varie parti durante il respiro, ponendo le mani laddove senti più movimento per esplorare anche le parti dove ne senti meno o non lo senti affatto. E’ l’inizio per avere un’immagine più chiara del torace, di come il respiro ci muove e delle tue abitudini nella respirazione. Aiuta anche a portare più movimento e più respiro nelle parti più silenti, meno mobili, oltre a infondere una sensazione di calma. E’ quindi utile anche nei momenti di tensione emotiva.

Artrite e Metodo Feldenkrais: abbassare lo stato infiammatorio

Se l’artrite limita il movimento, a causa dell’infiammazione delle articolazioni, il Metodo Feldenkrais, che aiuta a migliorare il movimento laddove è limitato da cattive abitudini e da una mancanza di consapevolezza nell’uso di se stessi, aiuta a eliminare tale infiammazione. Con movimento si intende innanzitutto una respirazione completa, che allenti le tensioni muscolari, ossigeni e rivitalizzi l’organismo. Di fondamentale importanza sono anche l’uso degli occhi in relazione al movimento, la mobilità del bacino, la flessibilità della colonna vertebrale ( così da evitare l’usura di dischi e vertebre), i collegamenti tra le articolazioni nella trasmissione della forza, in modo da non sollecitarle troppo. E’ un lavoro di apprendimento della propria organizzazione muscolo-scheletrica che richiede una serie di sedute individuali, così da prendere coscienza di come ci si muove per imparare nuove e più funzionali possibilità. Dato che si tratta di un apprendimento – e non di una terapia – è fondamentale la partecipazione personale e quindi l’impegno a praticare da soli, a porre attenzione a se stessi, integrando autosservazione e consapevolezza nei gesti di tutti i giorni. Questo perché l’obiettivo è un benessere integrato, autentico e duraturo in quanto conquistato individualmente. Per rafforzare i benefici di un tale percorso, è fondamentale seguire una dieta antinfiammatoria e anche in questo senso c’è una presa in carico della propria salute, del proprio star bene, affinando i sensi, le percezioni e quindi iniziando a scegliere il meglio per sé. Il che significa allontanarsi sempre più da cibi pro-infiammatori, come quelli di origine animale in quanto ricchi di grassi saturi, preferendo cereali integrali, legumi, verdure, frutta, ma anche frutta secca, semi (ottimi i semi di lino, con alta concentrazione di acidi grassi Omega 3 e con componenti antinfiammatorie) e alghe (se non piacciono i piatti a base di alghe si possono semplicemente usare per cucinare i legumi o mescolare al sesamo nella preparazione del gomasio). In un concetto di ecologia del benessere come è quello proposto da MovimentoSano©, secondo il quale siamo esseri interconnessi e non composti da parti assemblate, per un benessere integrato è necessario lavorare su tutti i piani e l’alimentazione è fra i principali responsabili della nostra salute. Con un’alimentazione sana e un movimento consapevole – più libero, armonioso, fluido, funzionale – lo stato infiammatorio si abbassa e aumentano le possibilità di muoversi senza dolore, con maggiore facilità e un rinnovato senso di leggerezza.

 

10 minuti per un benessere integrato

In un precedente articolo abbiamo descritto l’importanza del muscolo psoas, il grande e potente muscolo localizzato dietro l’addome e l’unico che collega la colonna vertebrale alle gambe e quindi fondamentale per una sana postura e un buon utilizzo di sé nell’agire quotidiano così come nelle performance artistiche e atletiche, per le quali ti consiglio di scaricare l’ebook gratuitoSmartfitness. Qui puoi provare una breve sequenza audio per rilassare lo psoas e avere un immediato benessere integrato in tutto il corpo e nello stato mentale ed emotivo.

Se vuoi ricevere altre lezioni audio iscriviti alla newsletter di MovimentoSano: ricevi gratis brevi sequenze per familiarizzare con la Consapevolezza Attraverso il Movimento secondo il Metodo Feldenkrais e verificarne i benefici. Sarò lieta di ricevere le tue impressioni e sentiti libera/o di contattarmi per dubbi e domande. Trovi tutte le possibilità alla pagina contatti. Sempre in contatti trovi il format da compilare per richiedere una prima consulenza gratuita via telefono oppure on line.

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Psoas, il muscolo della vitalità

Lo psoas è il muscolo più profondo del corpo umano ed è l’unico che collega la colonna vertebrale alle gambe. Esso dà forza e stabilità al nostro centro, influisce sulla postura, sull’equilibrio, sulla mobilità articolare, sull’ampiezza e sulla qualità del movimento, oltre che sul funzionamento degli organi dell’addome e sul respiro, poiché collegato al diaframma. E’ dunque coinvolto nella posizione eretta, così come in azioni come camminare, salire le scale, saltare, correre… ossia in tutte le azioni in cui alziamo i piedi e le gambe, ma è importante anche quando siamo seduti o semplicemente respiriamo in uno stato di riposo. Uno psoas sano stabilizza la colonna vertebrale, permette di stare in posizione eretta con un buon allineamento scheletrico e quindi senza sforzo, oltre che di muoverci con agilità e libertà. Quanto più è flessibile e forte lo psoas, tanto più può fluire la nostra energia vitale.

Attraverso i movimenti lenti, gentili, fluidi e consapevoli del Metodo Feldenkrais potrai:

  • scoprire il ruolo dello psoas nei movimenti, nella stabilità e nell’equilibrio
  • rilassare la bassa schiena
  • respirare meglio
  • migliorare camminata, corsa, seduta
  • sentirti più radicato e stabile
  • ottenere un allineamento dinamico
  • ottenere una flessibilità naturale delle anche
  • aumentare il piacere sessuale

Purtroppo lo stile di vita sedentario, i ritmi accelerati, lo stress, ma anche scarpe scomode e strette o altre abitudini, come gli allenamenti basati su sforzi muscolari, portano a tendere e a serrare lo psoas che, col tempo, rimane cronicamente contratto, accorciandosi e indurendosi e questo stato di tensione non gli permette più di svolgere il suo ruolo fondamentale per la nostra salute e il senso di benessere integrato. Difatti, non potendo più avere una corretta posizione eretta, si cerca la stabilità attraverso un eccessivo sforzo muscolare costante che ci fa accorciare e ci fa perdere flessibilità, di conseguenza energia e vitalità.

psoasProblemi come lombalgie, sciatalgie, dolori alle spalle, alla cervicale, alle anche, alle ginocchia possono dipendere anche da uno psoas contratto che, tra l’altro, manda continui segnali di tensione al sistema nervoso centrale, condizionando lo stato emotivo che sarà più portato a stati di ansia e di paura. Il fatto stesso di non poter avere una respirazione completa e profonda, come accennato, influisce sul nostro stato emotivo e psicologico. Lo psoas accorciato significa anche minor spazio nel bacino e nell’addome e quindi una costrizione degli organi interni, con disturbi di tipo digestivo e intestinale. Va tenuto presente che un respiro completo è anche un continuo massaggio agli organi interni e quindi un toccasana di cui possiamo beneficiare continuamente.

Se hai domande puoi contattarmi per una consulenza gratuita telefonica o via skype, vai alla pagina contatti.

Puoi provare la lezione “Rilassare il muscolo psoas” e se vuoi ricevere alte lezioni iscriviti alla newsletter!