Male alle ginocchia? Occhio alle spalle!

Hai problemi alle ginocchia? Ti consiglio di iniziare a osservare la relazione tra anche e spalle quando cammini, potresti scoprire che l’origine dei tuoi guai è molto più lontana rispetto al punto dolente. Nella visione integrata del Metodo Feldenkrais, in cui muscoli e scheletro sono sistemi interconnessi, si porta l’attenzione all’intera persona e non alla parte compromessa, la quale in genere ci sta comunicando che è sovraccaricata di lavoro. Che cosa fare allora? Innanzitutto conoscere i propri schemi di movimento. Il primo passo è quello di iniziare a osservarti mentre cammini: quando fai un passo in avanti con il piede destro, che cosa fa l’anca destra? In quale direzione si muove? Quando lo hai scoperto, porta l’attenzione alla spalla destra, sempre mentre fai un passo in avanti con il piede destro. Dovresti accorgerti che mentre l’anca destra va avanti la spalla destra va indietro. Non è l’unico movimento che fanno spalla e anca, ma è sicuramente il più evidente. Una volta che hai sentito queste due direzioni, prova a camminare esagerando il movimento. Poi riprendi a camminare normalmente e senti se ci sono differenze rispetto a prima. Dopodiché cammina portando avanti e indietro anca e spalle assieme, nella stessa direzione, come se fossero un unico blocco. Camminando così, nota dove appoggia il piede destro, com’è il respiro, come senti la zona lombare e che cosa succede al ginocchio destro e poi riprendi a camminare normalmente. Senti che relazione c’è tra spalle, anche e ginocchia. A ogni passo le ginocchia accolgono il nostro peso per distribuirlo e scaricarlo allo stesso tempo alle altre articolazioni ed è quindi fondamentale che esso sia distribuito in modo omogeneo ed equilibrato. Se ad esempio il peso cade più su un lato o su un altro, all’interno o all’esterno del ginocchio, nel tempo la cartilagine in quel punto si deteriorerà e i tendini del lato opposto saranno a rischio di infiammazioni e lesioni. Di questi problemi ne sa qualcosa chi corre, che a volte deve perfino ricorrere a operazioni chirurgiche. Affinché il peso si distribuisca in modo corretto sul ginocchio, il sistema di leve dello scheletro deve utilizzato in modo ottimale. Prova di nuovo a camminare esagerando il movimento di anche e spalle e poi, dopo una dozzina di passi, a camminare bloccando anche e spalle assieme e osserva dove appoggia il piede quando fai il passo avanti. Tieni l’attenzione sulla parte destra (quando vorrai potrai fare la stessa osservazione sull’altro lato). Noterai che nel primo caso, nell’esagerazione del movimento opposto anca-spalla, i piedi appoggiano più vicini rispetto alla linea mediana (molto vicini tra loro, praticamente uno davanti all’altro, come se camminassi su un filo). Nel secondo caso, movimento anca-spalla nella stessa direzione, appoggiano lontani dalla linea mediana, ossia verso l’esterno. Osserva, sia in un caso sia nell’altro, come si distribuisce il peso sul  ginocchio quando appoggi il piede in avanti, fermandoti per un momento prima di continuare a camminare, così da localizzare lo sforzo del ginocchio e non solo (senti anche l’anca). Dopo aver provato le due modalità esagerate, torna a camminare come il tuo solito e senti se ci sono differenze rispetto a prima, se ti è più chiara la relazione anche-spalle e come il loro movimento influisca sull’appoggio dei piedi e sull’allineamento caviglia-ginocchia-anche. Questo è un esempio di auto-osservazione e di variazioni nella funzione del camminare che propongo durante le lezioni di educazione somatica Metodo Feldenkrais. La serie sul camminare è validissima anche per chi non ha particolari problemi, ma vuole migliorare le sue prestazioni, ad esempio la potenza e la resistenza della corsa. Soltanto se sai quello che fai, infatti, puoi cambiarlo, e quindi la consapevolezza del tuo movimento è un presupposto imprescindibile per il miglioramento.

Variazioni sul gattonare – classe di MovimentoSano

Un breve video di MovimentoSano che mostra esplorazioni e variazioni da parte di allievi sul tema del gattonare dopo una lezione di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais che aveva come focus i quattro punti di appoggio e il movimento nello spazio in quadrupedia. Per approfondimenti puoi anche leggere l’articolo Gattonare per camminare bene

Lo straordinario mondo del camminare

“Lo straordinario mondo del… camminare” è l’articolo per Piuturismo dedicato a chi ama camminare, in cui descrivo come questo complesso movimento, consigliato per star bene e in forma, può potenziare i suoi benefici e dare un benessere integrato se eseguito con alcune accortezze e con le strategie del Metodo Feldenkrais. Camminare è sì un toccasana, ma a volte può anche darci dolori e piccoli problemi, perché camminare è un’arte da imparare e non si “impara a camminare camminando”, come diceva Moshe Feldenkrais, bensì attraverso le tante tappe del nostro sviluppo neuromotorio durante il primo anno di vita. Ripercorrere queste tappe può essere illuminante e prezioso per trovare una camminata più agile e leggera!

Gattonare per camminare bene

Oggi si legge e si sente dire spesso che camminare è un toccasana per la nostra salute. E’ vero, ma per assicurarsi i benefici di tale attività è necessario che la forza generata dal movimento sia libera di trasmettersi in tutto il corpo, con una buona coordinazione tra anche e spalle e un buon equilibrio nel passaggio di peso da un piede all’altro. Come ottenere tali capacità? Il Metodo Feldenkrais offre un ampio repertorio di lezioni per migliorare la camminata, ma oggi voglio soffermarmi su un nucleo di lezioni particolari chiamate “I quattro punti” (mani e ginocchia e mani e piedi). Non dimentichiamoci che “Non si impara a camminare camminando”, come diceva Moshe Feldenkrais. Infatti, prima di poter camminare siamo passati per numerose tappe del nostro sviluppo personale, grazie alle quali abbiamo imparato innanzitutto a reggerci su due gambe – trovando l’equilibrio su due punti anziché quattro – per poi muoverci nello spazio da bipedi. Una di queste tappe è la fase del gattonare. Non hai gattonato da piccolo? Poco importa, è un programma dentro di noi al quale possiamo sempre attingere e che costituisce il modello-base per lo schema della nostra camminata. Gattonare unisce il lavoro dei sistemi sensoriali: vestibolare (per l’equilibrio), propriocettivo (per il senso di sé nello spazio), visivo; attiva e integra le diverse parti del cervello, stabilendo connessioni e percorsi neuronali che facilitano la comunicazione tra emisfero destro ed emisfero sinistro; aiuta a migliorare la coordinazione spalle-braccia e mano-occhi; rafforza il centro e facilita la trasmissione della forza dal centro alla periferia, gli arti, stimolandone e rafforzandone la muscolatura. Gattonare non migliora soltanto la tua camminata, ma il tuo movimento in generale, rendendoti più forte e più leggero al tempo stesso, con benefici sulla tua postura, la flessibilità della schiena, la vitalità e il buon umore. Vuoi approfondire e provare una sequenza? Iscriviti e riceverai una lezione audio con la prossima newsletter!