Praticare il Metodo Feldenkrais è utile anche se non si hanno problemi specifici?

Molte persone che vengono da me sono spinte dal dolore o da difficoltà di movimento, anche i danzatori, i musicisti o gli atleti di solito si rivolgono a me non tanto per migliorare le loro performance, quanto per alleviare dolori e tensioni causate dalla loro impegnativa attività. E’ dunque importante mettere in luce i benefici che si possono trarre dal Metodo Feldenkrais anche senza partire da una situazione critica o di dolore. Ecco alcune buone ragioni per praticare da parte di chi si sente già in salute:

  • è piacevole, inusuale, divertente,
  • apre nuove possibilità nel modo di muoverci, nei gesti quotidiani più comuni così come nelle azioni più complesse,
  • migliora le nostre performance (anche sportive e artistiche vedi il programma SmartFitness,
  • ci fa uscire dalla routine e dall’automatismo, insegnandoci a rompere gli schemi e a essere più curiosi,
  • ci permette di scoprire parti e lati di noi ancora nascosti,
  • ci fa ascoltare e rispettare i messaggi del nostro corpo, fondamentali per la salute fisica e psicologica,
  • ci aiuta a gestire le nostre emozioni, in quanto manifestazioni fisiche,
  • stimola la nostra creatività e flessibilità mentale permettendoci un buon livello di problem solving,
  • ci aiuta a essere presenti nel momento che viviamo e a goderne appieno,
  • ci offre gli strumenti per calmarci e sciogliere lo stress in pochi minuti,
  • ci fa acquisire energia e vitalità.

Se vi state chiedendo come tutto ciò sia possibile la risposta è la neuroplasticità: la capacità del cervello di modificare se stesso e di innescare nuove connessioni grazie alle informazioni che gli possiamo inviare attraverso strategie di movimento.

Atleti ed equilibrio fisico

Quando gli atleti forzano per migliorare le loro prestazioni, in genere forzano i loro limiti e può essere pericoloso, con rischio di lesioni o dolori che vengono considerati come inevitabili, mentre invece non dovrebbe essere così.  Abituarsi a forzare i propri limiti per oltrepassarli fa perdere il contatto con se stessi e la capacità di gestirsi, con danni non soltanto fisici, ma anche emotivi e psicologici. Con la convinzione di non essere abbastanza bravi e di non potercela fare, con un senso di frustrazione, di insoddisfazione, fino alla depressione. Per uscire da questo circolo vizioso si può sostituire a un allenamento fatto di sforzi un allenamento intelligente, il che significa acquisire una consapevolezza corporea a livello sensorimotorio.  Ecco un consiglio pratico che puoi provare durante il tuo allenamento: se senti che stai forzando fermati un momento, senti il tuo respiro, senza alterarlo, osserva semplicemente il movimento che crea in te, così da sintonizzarti col tuo corpo, senza ignorare lo stress, la fatica e le emozioni e i pensieri connessi. Nota le sensazioni fisiche, toccati nelle parti che senti tese. Quando riprendi l’allenamento, cambia qualcosa nel modo di eseguirlo, prova anche a fare appositamente degli errori: trattieni il respiro, serra la mandibola.. poi lasci andare e senti la differenza quando ti muovi senza le tensioni. Oppure fai soltanto l’inizio dell’azione, fino al range di comodità, per sentire cosa fai, come, quali parti si muovono; o ancora, visualizza il movimento nei suoi dettagli e poi riprova… ci sono tante strategie affinché al cervello arrivino nuove informazioni da poter elaborare per  inviare nuovi e più efficaci messaggi ai muscoli.

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