L’apprendimento e il segreto del minimo sforzo

Se hai provato anche soltanto una lezione di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais ti sarai sentito dire di non sforzarti mai, di rimanere entro i tuoi limiti, di cercare la comodità e la facilità del movimento… perché? Non si sente sempre dire che se non ci si sforza non si ottengono risultati? Negli sport, nelle discipline artistiche, nello studio… E’ decisamente un messaggio controcorrente, quello di cercare il minimo sforzo. Eppure è alla base dell’apprendimento organico, o sensorimotorio, perché avviene attraverso l’uso dei sensi in associazione al movimento nel continuo dialogo corpo-cervello. Il risultato di questo apprendimento sarà quello di ottenere di più facendo meno, con grande risparmio di energia e guadagno di vitalità e salute. Studi neurofisiologici hanno dimostrato che il cervello ha bisogno di individuare il superfluo per poterlo eliminare e, di conseguenza, inviare messaggi più efficaci ai muscoli. Il superfluo sono le tensioni che creano sforzi inutili dettati dagli automatismi – i  “movimenti parassiti” come diceva Feldenkrais. Essi sabotano un movimento corretto, funzionale, piacevole a farsi e a vedersi e ostacolano un reale apprendimento, diverso dalla capacità di specializzarsi. Posso infatti imparare un’attività, perfezionarmi fino a diventarne uno specialista, ma non è apprendimento, se con esso intendiamo la capacità di trovare il modo più efficace di compiere quell’azione. Per trovarlo devo essere consapevole di quello che faccio, di “come” lo faccio, così da poter cambiare il “come” a mio vantaggio. E il “come” è osservabile da parte del cervello soltanto con il minimo sforzo. Fai una prova: alza un braccio alla tua massima possibilità e alla velocità solita. Potresti ora dire se hai spostato il tuo peso più su un piede? Come hai usato il respiro? Hai inspirato o espirato mentre alzavi il braccio? E come hai usato lo sguardo? E’ rimasto davanti a te o ha seguito la direzione della mano? Che cosa hanno fatto la tua colonna, la scapola, le coste? Sono tutti elementi che fanno parte di come ti sei organizzato per alzare quel braccio. Ora fai la stessa azione più volte con un movimento lento e senza arrivare al massimo e ogni volta porta l’attenzione a un dettaglio diverso. La tua percezione del movimento è cambiata? Sei più consapevole di quello che stai facendo? Questo è l’inizio dell’apprendimento sensorimotorio: l’osservazione, grazie alla quale stai inviando preziose informazioni al cervello, che in questo modo riesce a operare le necessarie distinzioni sensoriali per perfezionare la tua organizzazione neuromuscolare. Vuoi saperne di più? Iscriviti alla newsletter di MovimentoSano, riceverai aggiornamenti in materia di body-mind learning e lezioni audio gratuite.