Animal Flow versione Feldenkrais

La nuova tendenza negli allenamenti sportivi si chiama Animal Flow, un programma fitness che integra movimenti basati sulla quadrupedia con movimenti a terra: due temi cari al Metodo Feldenkrais, che infatti apporta benefici non soltanto quando ci sono problemi (dolori, tensioni, traumi post-operatori ecc.) ma anche quando si voglia migliorare un’abilità, in caso di artisti, acrobati, sportivi. E a proposito di allenamento in quadrupedia, puoi provare questa lezione “Quadrupedia 2”, in cui si esplorano l’appoggio su mani e piedi e diversi tipi di locomozione a quattro zampe. Se non l’hai fatta, puoi provare anche la lezione “Quadrupedia 1” che esplora l’appoggio su mani e ginocchia. Sono lezioni che seguono i principi del Metodo Feldenkrais: vai piano, non stancarti, non fare sforzi, osservati con neutralità senza fissarti all’obiettivo, ma cercando di imparare il modo migliore, più funzionale ed economico di fare il movimento in modo fluido, armonioso, sena fatica e con piacere. Il Metodo serve infatti come apprendimento somatico che poi ci permette di fare meglio le attività in cui vogliamo migliorare. Nel caso dell’animal flow, ad esempio, potrebbe essere propedeutico perché quando si è imparato un movimento ben organizzato, lo si può poi eseguire facilmente alla velocità desiderata. Concludo ricordando l’articolo Gattonare per camminare bene, in cui descrivo i benefici della quadrupedia, in quanto una delle tappe fondamentali della nostra evoluzione, in cui passiamo da quadrupedi a bipedi, alzando il nostro baricentro rispetto ai “quattrozampe” e, di conseguenza, modificando il nostro equilibrio.

Non c’è movimento naturale che non sia funzionale

E’ interessante notare come in molti allenamenti o tecniche per migliorare prestazioni fisiche in campo sportivo, atletico e di semplice fitness si faccia sempre più riferimento al concetto di movimento naturale (definizione che peraltro risale agli Anni 20). Sempre di più i programmi di allenamento stanno sostituendo a lunghe serie di esercizi ripetitivi per allenare “parti” (addominali, glutei, braccia ecc.) o per rafforzare/allungare/tonicizzare questi o quei muscoli, movimenti con schemi motori più complessi e completi, che tengono conto dei collegamenti tra una parte e l’altra del corpo nell’eseguire un movimento. Quando un essere umano si muove – corre, salta, nuota, danza, pedala ecc. –  non si muove mai per parti o sezioni – dito, braccio, gamba, piede –  bensì nella sua interezza, anche nel compiere il più piccolo gesto. Isolare una parte è un’operazione artificiale, che in natura non esiste; operazione che noi umani possiamo fare su esigenze specifiche, come ad esempio può capitare a un mimo, a un danzatore, a un suonatore. Ma in natura, come spiegava Moshe Feldenkrais, non c’è il più piccolo movimento senza coinvolgere l’insieme. Non solo: non c’è movimento naturale che non sia funzionale, legato cioè a una funzione. Anche questo sapeva bene Moshe Feldenkrais, il cui Metodo permette di reimparare i “movimenti naturali” della specie umana per migliorare i movimenti della nostra quotidianità, movimenti che erano sempre legati a una funzione, a un obiettivo: girarci per guardare, guardare per orientarci, allungarci per afferrare un oggetto, muovere le dita per tenere il cucchiaio, alzare un braccio in modo da portarci il cibo alla bocca… Le sequenze delle lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento sono sempre legate a funzioni precise e legato alle funzioni è il Metodo stesso. Ecco perché nelle lezioni Feldenkrais non si parla di esercizi: gli esercizi sono un’astrazione dalla realtà, mentre il Metodo è integrato nella vita pratica dell’essere umano e si rivolge al sistema nervoso e al modo di funzionare del cervello, per il quale un movimento isolato e ripetitivo non ha senso. Il senso che gli diamo è un’astrazione mentale, come potrebbe essere “rafforzare il muscolo” o “diminuire il girovita”.  Il nostro sistema nervoso è programmato per rispondere agli stimoli dell’ambiente e permetterci un continuo adattamento in base alle esigenze e ai bisogni individuali e della specie: esplorare, orientarsi, deglutire, respirare, raccogliere, afferrare, porgere, girarsi, fuggire, saltare, cibarsi… Se nel nostro allenamento i movimenti rimandano a una funzione, il sistema nervoso la riconosce in quanto è nel suo programma ed è coerente con il modo di organizzare il sistema muscolo-scheletrico. Riconoscendo la funzione, si attiverà per apprendere e migliorare quanto più possibile il movimento che rimanda ad essa. Ciò vale non solo per l’allenamento, ma anche in caso di terapia o riabilitazione. Lavorando sulla funzione non si tratta più di “allenare” una sezione muscolare, si tratta di allenare il corpo così da “accendere” il cervello, che di fatto organizza e dirige il movimento del corpo. E questo non solo facilita il compito, perché è più gratificante dare un senso a un movimento e quindi si migliora con facilità, ma amplifica anche i risultati, perché i miglioramenti non si limitano alla parte da allenare, ma comprendono la persona in sé, anche dal punto di vista psicologico.

Sull’allenamento con il Metodo Feldenkrais ho scritto la guida Smartfitness, che puoi scaricare gratis dal sito Piuturismo. Se vuoi saperne di più puoi approfondire nella sezione dedicata al programma SmartFitness.

Hai delle richieste particolari per la tua performance? Vuoi migliorare un’abilità? Ci sono dolori che persistono? Contattami per un percorso individuale, puoi lavorare con me anche online.

 

 

 

 

 

Feldenkrais Fit: allenarsi “a quattro zampe” con SmartFitness

Camminare a quattro zampe o gattonare, su mani e ginocchia o su mani e piedi: una tappa fondamentale del nostro sviluppo durante il primo anno di vita per imparare a stare eretti e a camminare, ma anche una tappa nello sviluppo filogenetico (della specie), che diventa molto utile da ripercorrere per migliorare l’equilibrio, la coordinazione, la potenza del centro, l’integrazione degli arti con il torso, la flessibilità del torace, il respiro, il coordinamento mani occhi e l’orientamento. Molte lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento create da Moshe Feldenkrais sono incentrate sulla quadrupedia, con infinite variazioni ed esplorazioni, come è tipico del metodo.

Questo breve video ti dà un’idea dei “giochi” che si possono fare a quattro zampe. Sono lezioni che piacciono molti ai bambini perché si divertono a imitare gli animali… se hai un bambino potresti allenarti giocando con lui 😉

 

 

Feldenkrais Fitness, video 2

Tutorial numero 2 di SmartFitness, l’allenamento body-mind ideato da MovimentoSano sui principi del Metodo Feldenkrais e della neuroplasticità. Questo video è dedicato alla flessibilità del torso, fondamentale per creare un buon collegamento tra il bacino – motore del movimento – e la testa, che facilita una buona trasmissione della forza in tutto il corpo, fino alle gambe. Adatta per chi gioca a golf, a tennis, per i nuotatori e i giocatori di pallavolo, la lezione è utilissima anche per i ciclisti, gli sciatori e per chi corre. Una raccomandazione: il video mostra i  movimenti in pochi minuti, ma se vuoi provarli dilata i tempi, vai più lentamente, fai pause più lunghe e più frequenti. Il Metodo Feldenkrais è un’autoeducazione somatica che, per raggiungere il massimo della sua efficacia, deve rispettare determinati principi. Li trovi elencati nella sezione “I pilastri della pratica”.

Prova e fammi sapere come è andata!

Feldenkrais Fitness, video 2

Sei uno sportivo e voi migliorare le tue performances? Ottenere uno swing più fluido e preciso? Potenziare la tua nuotata? Essere più veloce sugli sci? Trovare più comodità a cavallo? Correre più facilmente? C’è il programma SmartFitness di MovimentoSano, l’allenamento intelligente  che integra corpo e mente per un training funzionale globale: ottimizza le tue abilità senza sforzo e senza i rischi di dolori, contratture, usura e tensioni. Guarda il video con il tutorial 1 di SmartFitness per migliorare la torsione e, se vuoi approfondire, scarica l’ebook gratuito SmartFitness. Scoprirai un modo all’avanguardia e innovativo per migliorare le tue abilità grazie al training funzionale neuromuscolare basato sul Metodo Feldenkrais e sulle ultime scoperte della neuroscienza in fatto di plasticità cerebrale: come acquisire consapevolezza per un corpo intelligente!

Atleti ed equilibrio fisico

Quando gli atleti forzano per migliorare le loro prestazioni, in genere forzano i loro limiti e può essere pericoloso, con rischio di lesioni o dolori che vengono considerati come inevitabili, mentre invece non dovrebbe essere così.  Abituarsi a forzare i propri limiti per oltrepassarli fa perdere il contatto con se stessi e la capacità di gestirsi, con danni non soltanto fisici, ma anche emotivi e psicologici. Con la convinzione di non essere abbastanza bravi e di non potercela fare, con un senso di frustrazione, di insoddisfazione, fino alla depressione. Per uscire da questo circolo vizioso si può sostituire a un allenamento fatto di sforzi un allenamento intelligente, il che significa acquisire una consapevolezza corporea a livello sensorimotorio.  Ecco un consiglio pratico che puoi provare durante il tuo allenamento: se senti che stai forzando fermati un momento, senti il tuo respiro, senza alterarlo, osserva semplicemente il movimento che crea in te, così da sintonizzarti col tuo corpo, senza ignorare lo stress, la fatica e le emozioni e i pensieri connessi. Nota le sensazioni fisiche, toccati nelle parti che senti tese. Quando riprendi l’allenamento, cambia qualcosa nel modo di eseguirlo, prova anche a fare appositamente degli errori: trattieni il respiro, serra la mandibola.. poi lasci andare e senti la differenza quando ti muovi senza le tensioni. Oppure fai soltanto l’inizio dell’azione, fino al range di comodità, per sentire cosa fai, come, quali parti si muovono; o ancora, visualizza il movimento nei suoi dettagli e poi riprova… ci sono tante strategie affinché al cervello arrivino nuove informazioni da poter elaborare per  inviare nuovi e più efficaci messaggi ai muscoli.

Scarica gratis l’ebook SmartFitness dal portale Piuturismo. Se ti interessa il programma SmartFitness contattami e chiedimi tutti i chiarimenti che vuoi.

Muscoli, cervello e allenamento

Spesso un allenamento eseguito con esercizi ripetitivi che richiedono sforzi per raggiungere gli obiettivi desiderati hanno come risultato quello di provocare dolori e tensioni. Non solo, se i traguardi sono ottenuti a fatica, si arriva a chiedersi se si hanno le qualità o se si ha abbastanza talento per quell’attività, sia essa atletica o artistica. In tutto questo ci si dimentica che è il cervello a dire ai muscoli che cosa fare, quindi conviene allenare il cervello. Quando infatti non si riesce a rafforzare nel modo desiderato determinati muscoli, è perché il cevello non è abbastanza connesso ad essi. La soluzione per creare le giuste connessioni è quella che viene chiamata mappatura del cervello e si ottiene attraverso una varietà di esperienze sensorimotorie che permette al cervello di creare le connessioni necessarie e i giusti modelli di movimento. Soltanto al raggiungimento di un corretto modello neuromuscolare è possibile aumentare la forza, la potenza, la velocità, la flessibilità senza inutili sforzi, rischio di lesioni e frustrazioni.

Anziché sforzarti prova a ridurre i movimenti, falli entro i tuoi limiti, lentamente, per poterti accorgere di cosa stai facendo, di come ti stai muovendo, nella connessione delle tue parti, in particolare percependo e visualizzando le connessioni e i movimenti fra i segmenti ossei. Porta attenzione alle sensazioni mentre compi l’azione. Forse non lo sapevi, ma nel momento in cui portiamo attenzione a ciò che sentiamo durante un movimento si crea un immediato aumento di connessioni associate alle aree del corpo che stiamo muovendo. Le strategie per portare consapevolezza attraverso il movimento attento sono tante e fanno parte di uno dei miei programmi speciali, SmartFitness.

Per un “assaggio” dei contenuti del programma puoi ascoltare questo audio: