La verità sullo stretching

Stretching, dall’inglese “allungare”… ma siamo sicuri che stiamo allungando i nostri muscoli? O piuttosto ne stiamo tirando le estremità come se fossero degli elastici? I muscoli, però, non si comportano come gli elastici: dopo l’iniziale allungamento, se lo stretching non è eseguito in modo corretto, si contrarranno di nuovo, forse anche di più, costringendoti a ripetere e ad aumentare lo stretching ed entrare così in un circolo vizioso di “dipendenza da stretching”. Quello che occorre è conoscere come funziona il “riflesso di stiramento” ed evitare di provocarlo, imparando ad allungare i muscoli in modo funzionale e consapevole, anziché esercitare una forza controproducente. Ne parlo nell’articolo pubblicato sul blog di ShapeMe , “Stretching con il Metodo Feldenkrais”.

Lo stretching tradizionale, quello statico e isolato rispetto all’intera organizzazione muscolare, è uno dei 5 miti da sfatare, come spiego nella guida “SmartFitness” che puoi scaricare gratuitamente dal Portale Piuturismo (vedi la sezione “risorse gratuite”).

Migliora il tuo golf con il Feldenkrais

Prima ancora di sollevare il bastone per iniziare lo swing c’è un momento fondamentale: l’address, ossia il posizionamento sulla palla, che deve essere equilibrato e senza tensioni. I problemi che ho riscontrato più spesso sono: tensione nelle mani, nelle braccia e nelle spalle, nella zona cervicale, nella zona lombare, scarso radicamento ed equilibrio dei piedi, rigidità nelle ginocchia e nelle anche… e se si parte così purtroppo ne viene inficiato tutto il gioco. Ne parlo sul blog di ShapeMe, dove indico una breve e semplice sequenza tratta da una lezione del Metodo Feldenkrais. E’ soltanto un assaggio del lavoro che viene fatto con le lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento e di Integrazione Funzionale, giusto per chi voglia provare e verificare che si possono ottenere immediati miglioramenti senza sforzarsi. Continuo a dirlo e penso sia importante ricordarlo: è il cervello che dice che cosa fare ai muscoli e quindi il cervello deve essere coinvolto nel processo di apprendimento, altrimenti ci sforziamo inutilmente e qualsiasi corretta indicazione ci venga fornita, viene assorbita a livello astratto, “accademico”, ma non organico, ossia con il nostro corpo nella sua unità funzionale con il cervello e il sistema nervoso centrale.

Se hai voglia di provare una sequenza per rendere più flessibile il torso, ti consiglio questo tutorial del programma di allenamento SmartFitness. E se ti ho incuriosito e hai domande su questo inusuale metodo di allenamento puoi contattarmi e sarò lieta di rispondere alle tue domande!

Feldenkrais Fitness, video 2

Tutorial numero 2 di SmartFitness, l’allenamento body-mind ideato da MovimentoSano sui principi del Metodo Feldenkrais e della neuroplasticità. Questo video è dedicato alla flessibilità del torso, fondamentale per creare un buon collegamento tra il bacino – motore del movimento – e la testa, che facilita una buona trasmissione della forza in tutto il corpo, fino alle gambe. Adatta per chi gioca a golf, a tennis, per i nuotatori e i giocatori di pallavolo, la lezione è utilissima anche per i ciclisti, gli sciatori e per chi corre. Una raccomandazione: il video mostra i  movimenti in pochi minuti, ma se vuoi provarli dilata i tempi, vai più lentamente, fai pause più lunghe e più frequenti. Il Metodo Feldenkrais è un’autoeducazione somatica che, per raggiungere il massimo della sua efficacia, deve rispettare determinati principi. Li trovi elencati nella sezione “I pilastri della pratica”.

Prova e fammi sapere come è andata!

Feldenkrais Fitness, video 2

Sei uno sportivo e voi migliorare le tue performances? Ottenere uno swing più fluido e preciso? Potenziare la tua nuotata? Essere più veloce sugli sci? Trovare più comodità a cavallo? Correre più facilmente? C’è il programma SmartFitness di MovimentoSano, l’allenamento intelligente  che integra corpo e mente per un training funzionale globale: ottimizza le tue abilità senza sforzo e senza i rischi di dolori, contratture, usura e tensioni. Guarda il video con il tutorial 1 di SmartFitness per migliorare la torsione e, se vuoi approfondire, scarica l’ebook gratuito SmartFitness. Scoprirai un modo all’avanguardia e innovativo per migliorare le tue abilità grazie al training funzionale neuromuscolare basato sul Metodo Feldenkrais e sulle ultime scoperte della neuroscienza in fatto di plasticità cerebrale: come acquisire consapevolezza per un corpo intelligente!

Potenzia la tua pedalata con il Feldenkrais

La bicicletta è ormai sempre più un mezzo alla moda: in città così come per viaggiare e in questo articolo che ho scritto per Piuturismo  illustro i principi di una buona pedalata, basata su un movimento funzionale ed economico che ti permette di stare “in sella” senza fatica e dolori. Oltre a trovare suggerimenti per risparmiare energia, potenziare il movimento e trovare più comodità, puoi accedere alla lezione audio dedicata ai ciclisti del programma SmartFitness, l’allenamento body-mind con il Metodo Feldenkrais.

“I principi di una buona pedalata”

 

L’apprendimento e il segreto del minimo sforzo

Se hai provato anche soltanto una lezione di Consapevolezza Attraverso il Movimento del Metodo Feldenkrais ti sarai sentito dire di non sforzarti mai, di rimanere entro i tuoi limiti, di cercare la comodità e la facilità del movimento… perché? Non si sente sempre dire che se non ci si sforza non si ottengono risultati? Negli sport, nelle discipline artistiche, nello studio… E’ decisamente un messaggio controcorrente, quello di cercare il minimo sforzo. Eppure è alla base dell’apprendimento organico, o sensorimotorio, perché avviene attraverso l’uso dei sensi in associazione al movimento nel continuo dialogo corpo-cervello. Il risultato di questo apprendimento sarà quello di ottenere di più facendo meno, con grande risparmio di energia e guadagno di vitalità e salute. Studi neurofisiologici hanno dimostrato che il cervello ha bisogno di individuare il superfluo per poterlo eliminare e, di conseguenza, inviare messaggi più efficaci ai muscoli. Il superfluo sono le tensioni che creano sforzi inutili dettati dagli automatismi – i  “movimenti parassiti” come diceva Feldenkrais. Essi sabotano un movimento corretto, funzionale, piacevole a farsi e a vedersi e ostacolano un reale apprendimento, diverso dalla capacità di specializzarsi. Posso infatti imparare un’attività, perfezionarmi fino a diventarne uno specialista, ma non è apprendimento, se con esso intendiamo la capacità di trovare il modo più efficace di compiere quell’azione. Per trovarlo devo essere consapevole di quello che faccio, di “come” lo faccio, così da poter cambiare il “come” a mio vantaggio. E il “come” è osservabile da parte del cervello soltanto con il minimo sforzo. Fai una prova: alza un braccio alla tua massima possibilità e alla velocità solita. Potresti ora dire se hai spostato il tuo peso più su un piede? Come hai usato il respiro? Hai inspirato o espirato mentre alzavi il braccio? E come hai usato lo sguardo? E’ rimasto davanti a te o ha seguito la direzione della mano? Che cosa hanno fatto la tua colonna, la scapola, le coste? Sono tutti elementi che fanno parte di come ti sei organizzato per alzare quel braccio. Ora fai la stessa azione più volte con un movimento lento e senza arrivare al massimo e ogni volta porta l’attenzione a un dettaglio diverso. La tua percezione del movimento è cambiata? Sei più consapevole di quello che stai facendo? Questo è l’inizio dell’apprendimento sensorimotorio: l’osservazione, grazie alla quale stai inviando preziose informazioni al cervello, che in questo modo riesce a operare le necessarie distinzioni sensoriali per perfezionare la tua organizzazione neuromuscolare. Vuoi saperne di più? Iscriviti alla newsletter di MovimentoSano, riceverai aggiornamenti in materia di body-mind learning e lezioni audio gratuite.

10 minuti per un benessere integrato

In un precedente articolo abbiamo descritto l’importanza del muscolo psoas, il grande e potente muscolo localizzato dietro l’addome e l’unico che collega la colonna vertebrale alle gambe e quindi fondamentale per una sana postura e un buon utilizzo di sé nell’agire quotidiano così come nelle performance artistiche e atletiche, per le quali ti consiglio di scaricare l’ebook gratuitoSmartfitness. Qui puoi provare una breve sequenza audio per rilassare lo psoas e avere un immediato benessere integrato in tutto il corpo e nello stato mentale ed emotivo.

Se vuoi ricevere altre lezioni audio iscriviti alla newsletter di MovimentoSano: ricevi gratis brevi sequenze per familiarizzare con la Consapevolezza Attraverso il Movimento secondo il Metodo Feldenkrais e verificarne i benefici. Sarò lieta di ricevere le tue impressioni e sentiti libera/o di contattarmi per dubbi e domande. Trovi tutte le possibilità alla pagina contatti. Sempre in contatti trovi il format da compilare per richiedere una prima consulenza gratuita via telefono oppure on line.

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Gattonare per camminare bene

Oggi si legge e si sente dire spesso che camminare è un toccasana per la nostra salute. E’ vero, ma per assicurarsi i benefici di tale attività è necessario che la forza generata dal movimento sia libera di trasmettersi in tutto il corpo, con una buona coordinazione tra anche e spalle e un buon equilibrio nel passaggio di peso da un piede all’altro. Come ottenere tali capacità? Il Metodo Feldenkrais offre un ampio repertorio di lezioni per migliorare la camminata, ma oggi voglio soffermarmi su un nucleo di lezioni particolari chiamate “I quattro punti” (mani e ginocchia e mani e piedi). Non dimentichiamoci che “Non si impara a camminare camminando”, come diceva Moshe Feldenkrais. Infatti, prima di poter camminare siamo passati per numerose tappe del nostro sviluppo personale, grazie alle quali abbiamo imparato innanzitutto a reggerci su due gambe – trovando l’equilibrio su due punti anziché quattro – per poi muoverci nello spazio da bipedi. Una di queste tappe è la fase del gattonare. Non hai gattonato da piccolo? Poco importa, è un programma dentro di noi al quale possiamo sempre attingere e che costituisce il modello-base per lo schema della nostra camminata. Gattonare unisce il lavoro dei sistemi sensoriali: vestibolare (per l’equilibrio), propriocettivo (per il senso di sé nello spazio), visivo; attiva e integra le diverse parti del cervello, stabilendo connessioni e percorsi neuronali che facilitano la comunicazione tra emisfero destro ed emisfero sinistro; aiuta a migliorare la coordinazione spalle-braccia e mano-occhi; rafforza il centro e facilita la trasmissione della forza dal centro alla periferia, gli arti, stimolandone e rafforzandone la muscolatura. Gattonare non migliora soltanto la tua camminata, ma il tuo movimento in generale, rendendoti più forte e più leggero al tempo stesso, con benefici sulla tua postura, la flessibilità della schiena, la vitalità e il buon umore. Vuoi approfondire e provare una sequenza? Iscriviti e riceverai una lezione audio con la prossima newsletter!

 

In regalo l’ebook “Smartfitness”

Ti sarà capitato di praticare un’attività sportiva o artistica e provare frustrazione perché non ottieni il risultato desiderato, nonostante la volontà e l’impegno che ci metti. E magari qualcuno ti ha detto che non fai abbastanza e che devi esercitarti di più, giusto per creare ancora più frustrazione, sensi di colpa o di non adeguatezza. In questo quadro non si tiene però conto di un aspetto fondamentale, ossia che i muscoli non hanno cervello. Di conseguenza, se l’esercizio è soltanto muscolare, senza essere supportato da un lavoro sull’intera organizzazione del proprio modo di muoversi, gli sforzi risultano inutili e a lungo andare anche dannosi, a livello fisico così come psicologico ed emotivo. L’alternativa che propongo con Movimentosano, basato sui principi scientifici del Metodo Feldenkrais, è l’allenamento intelligente che trovi nel mio ebook  “Smartfitness”, edito da Piuturismo e scaricabile gratuitamente.

Addome piatto: un mito da sfatare

Quello della “pancia piatta” potrebbe essere definito un mito. Quante volte ci capita di leggere su giornali e riviste o in slogan pubblicitari  “come ottenere una pancia piatta”, “come tonificare gli addominali” ecc. Forse state pensando: che male c’è? Non è positivo avere un ventre forte e piatto? Non si discute il fatto che l’addome, o meglio, l’area del bacino, sia il motore del movimento, e non si sta inneggiando alla “pancetta”. Il riferimento è al malinteso tra una pancia come centro della forza e una pancia cronicamente contratta, tesa, tirata in dentro. L’area dell’addome è fondamentale come centro di energia ed equilibrio, tanto che la forza di un corpo è determinata dalla potenza del basso addome, anzi, precisamente da tutta la regione pelvica, ma affinché essa svolga le sue funzioni al meglio, deve essere tonica e al tempo stesso flessibile ed elastica. Questo è importante per atleti e sportivi così come per il benessere e la salute in generale. Si legga quello che scrive il dottor Moshe Feldenkrais a proposito della connessione tra l’addome, il bacino e la testa per una postura sana e dinamica: “La colonna vertebrale è sostenuta dal bacino. La testa galleggia come un piattino in cima a una canna di bambù nelle mani di un giocoliere cinese. Tutto ciò che costituisce il corpo pende dalla colonna vertebrale o dalle costole, che a loro volta pendono dalla colonna. Perciò è il bacino a trasportare il tutto. Non è possibile un’azione corretta senza un buon controllo delle articolazioni del bacino.” Il bacino, infatti, deve essere in grado di muoversi liberamente in tutte le sue articolazioni, con conseguente libertà delle anche e della zona lombare, e questo è possibile soltanto se la tonicità non è data da una contrazione volontaria, che rappresenterebbe un’interferenza nella naturale contrazione tonica. Quando i muscoli della pancia sono tenuti volontariamente, le possibilità di movimento si riducono e si creano forti tensioni nella zona lombare, con il rischio di andare incontro a dolori e a problemi alla schiena, al collo, così come alle anche e alle ginocchia. Va ricordato che i muscoli possono fare soltanto due cose: contrarsi e lasciarsi andare. Quando i muscoli lavorano correttamente, si contraggono per compiere l’azione e poi si rilassano, tornando a uno stato di neutralità, per potersi contrarre di nuovo quando occorre. A ciò si aggiunga che il muscolo che funziona al meglio è quello con la capacità di contrarsi e decontrarsi al massimo della sua potenza nel minor tempo possibile, permettendo di assumersi il maggior carico di lavoro che è nelle sue capacità. Se quindi alcuni gruppi di muscoli svolgono un’attività non necessaria, altri non avranno il tono giusto perché poco operativi. Sempre Feldenkrais: “Nell’azione corretta, il lavoro compiuto è distribuito in modo che i muscoli più grandi facciano una gran parte del lavoro e quelli più piccoli lavorino meno, in proporzione alla loro dimensione.” I muscoli addominali tenuti e contratti ostacolano la libertà di movimento dei muscoli più grandi, che non possono più lavorare nel pieno della loro capacità. Il bacino – non la pancia – è il centro del potere ossia della nostra forza, energia, vitalità: nella sua forma ossea semisferica esso accoglie i visceri, sorretti dai muscoli del pavimento pelvico, e la muscolatura più forte e profonda di tutto il corpo. Una pancia, serrata, quindi non soltanto mina le performance più atletiche e le azioni quotidiane come il camminare, ma anche ci indebolisce, perché ci fa perdere flessibilità, spazio per il respiro, vitalità, accelerando il processo di invecchiamento.