Feldenkrais per un viso più giovane

Il nostro viso spesso assume per abitudine espressioni che lo caratterizzano: sopracciglia aggrottate o sollevate, fronte increspata, labbra strette o all’ingiù, occhi un po’ spalancati oppure socchiusi, ecc. Anziché essere espressioni momentanee, diventano tratti permanenti, o quasi, così da rendere il viso una sorta di maschera, incidendo anche sulla postura, ossia sulla qualità dei nostri movimenti, sul nostro atteggiamento mentale, sullo stato d’animo e, perché no, sulla formazione delle rughe. Non ce ne rendiamo conto, ma nel viso ci sono tante microtensioni che ci rubano energia determinano il buono o cattivo funzionamento di molte funzioni (masticazione, vista, respirazione ecc.). I muscoli del viso, degli occhi, della bocca (denti, lingua, labbra…) sono collegati con il tratto cervicale, collo, spalle, gola, petto e da lì con parti ancora più profonde. Visto anche l’incidenza che hanno sulla libertà del respiro e il collegamento che c’è tra respiro e l’intera persona. Si può quindi affermare che allentando le tensioni al viso si possono migliorare postura, mobilità, respirazione e altre funzioni. Senza contare che si ottengono una pelle più distesa, un’espressione più aperta, labbra più carnose e ben delineate, uno sguardo più vitale e brillante, una muscolatura facciale più tonica e quindi un supporto più forte alla pelle. Un notevole effetto antiage che si riflette sullo stato d’animo e sula percezione di sé.

Con il Metodo Feldenkrais, attraverso sapienti tocchi che rilassano le tensioni, riportano la muscolatura al naturale stato di tonicità, ristabiliscono i collegamenti muscolo-scheletrici di cranio-collo-spalle e per mezzo di specifici esercizi e manipoolazioni da fare a casa, si può ottenere un lifting naturale che comprende un profondo stato di benessere.

Nei mesi di novembre e dicembre è attiva un promozione che comprende 3 sedute lifting naturale con il Metodo Feldenkrais+ pulizia viso + crema viso specifica presso B&Bilbenessere, via Teodosio 23 Milano (fermata metrò verde Piola o Lambrate). Chiama 328.3333124

Gravidanza in Movimento con il Feldenkrais

Gravidanza in movimento, alla scoperta delle proprie possibilità, di nuove forme di nell’agire quotidiano, in sintonia con un periodo della vita che per la donna è di massima apertura e creatività. E’ il pensiero di Elena Cerruto, responsabile didattica del Centro Sarabanda di Milano, danzatrice e danzaterapeuta, operatrice shiatsu e insegnante Feldenkrais, che da oltre 20 anni lavora con le donne in gestazione, aiutandole a sentirsi comode, libere e in salute nella trasformazione fisica e psichica che vivono durante i nove mesi di attesa.
Ho intervistato la collega Elena Cerruto per chiederle innanzitutto il legame tra il Metodo Feldenkrais e il suo percorso di danzaterapeuta:
Con le donne  in gravidanza ci lavoro da tantissimi anni e in questi ultimi mesi, dopo aver seguito la Formazione per diventare insegnante del Metodo Feldenkrais, mi sono specializzata nel programma ideato da Alan Questel, trainer Feldenkrais, chiamato Pregnant Pauses. Il Metodo Feldenkrais è infatti in perfetta sintonia con quello che già da anni ho sperimentato, ossia che è fondamentale tenere presente la globalità della persona, in questo caso arricchita dalla simbiosi con il nascituro.

Quali sono i punti in comune con la danzaterapia e il Metodo Feldenkrais nell’approccio alle gestanti?

La base comune è l’accoglienza di quello che c’è. Le donne, quando arrivano con disagi, dolori, paure, al punto a volte da percepirsi come fossero in uno stato di malattia, hanno la possibilità di sentirsi accolte e sostenute, riconoscendo le peculiarità del loro nuovo stato. Questo è il primo passo che permette loro di acquisire fiducia in se stesse, lasciarsi andare e poi darsi la possibilità di sperimentare modi nuovi di muoversi: più agevoli e liberi, eliminando sforzi inutili e tensioni di cui spesso non sono consapevoli. L’ascolto e l’accoglienza portano infatti alla consapevolezza, a poter sentire di andare bene così come si è, a individuare le grandi potenzialità di una fase della vita che è sì impegnativa, ma ricca di risorse. Le sequenze di movimento delle lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento hanno come primo effetto quello di poter lasciare andare abitudini limitanti. In seguito danno la possibilità di riorganizzare il proprio corpo assecondando la trasformazione in atto, imparando modalità “altre”, non secondo una tecnica o modelli da seguire, ma semplicemente scoprendo le possibilità individuali e questo ha ovviamente un effetto positivo anche sul piano psicologico. Si piacciono di più, si sentono più autonome, più libere, più padrone di sé e vivono la gravidanza come una opportunità, quale essa è, anziché subirla come una limitazione.

In che cosa consiste il programma Pregnant Pauses?

Di fatto è puro Metodo Feldenkrais, ma il merito di Alan Questel è stato quello di selezionare le lezioni più adatte alle future mamme, di avere una particolare attenzione alle posizioni e al linguaggio, in modo da rassicurarle sul fatto di non incorrere in movimenti errati. Inoltre il programma punta sull’effetto che ha il Metodo Feldenkrais di calmare il sistema nervoso, come è ormai convalidato da più voci della scienza odierna. Si potrebbe dire che Pregnant Pauses è una versione del Metodo Feldenkrais particolarmente attenta alle gestanti ed è questo a mio parere il merito di Alan Questel, l’essere stato particolarmente sensibile ai loro bisogni. Capita che le donne in gravidanza tendano a limitare i propri movimenti, mentre invece la gravidanza stessa permette una grande libertà e varietà di movimenti, sempreché siano fatti nell’ascolto e nel rispetto di sé. Il grande valore del pensiero di Moshe Feldenkrais è di aver parlato di consapevolezza del movimento, in quanto il movimento riguarda contemporaneamente piano fisico, pensiero, emozione, sensazione. Nel momento in cui la persona è consapevole, diventa attenta a non farsi male, senza bisogno che qualcun altro le dica se si muove in modo corretto o no. Inoltre scopre perché sentiva dolore a muoversi come faceva in precedenza. Libera quindi le sue potenzialità, con un effetto sullo stato d’animo e sull’autostima.

Possiamo quindi affermare che la gravidanza non è un limite al movimento?

Assolutamente, anzi, è il momento di massima creatività, perché ti spinge a fare le cose in modi diversi, in quanto il tuo corpo continua a modificarsi. Il fare scoperte nuove è parte stessa della gravidanza, momento in cui una creatura cresce dentro di te, occupando sempre più spazio e modificando le tue funzioni, l’agire, il sentire, il pensare, l’osservare te stessa e il mondo… quindi è perfetta per intraprendere un percorso con il Feldenkrais, che stimola proprio questa curiosità su se stessi e sulla propria relazione con il mondo. Da danzatrice ho sempre sostenuto che la gravidanza è il momento più adatto per danzare e le mie allieve lo hanno dimostrato. Io stessa sono stata un’allieva Feldenkrais per tanti anni prima di fare la Formazione e ho avuto enormi benefici, anche dopo il parto.

Hai accennato ai bisogni delle donne in gravidanza, quali sono i più evidenti?

Le donne spesso accusano stanchezza. Allora anziché negarla oppure viverla come inadeguatezza ai ritmi richiesti dalla vita odierna, è interessante “stare con” quella stanchezza e scoprire da dove arriva. In questo processo aiuta il fatto che le lezioni iniziano stando sdraiate, magari con supporti laddove si sente tensione o scomodità. La donna si sente accolta e confortata, non giudicata, e quindi è più disponibile all’ascolto e a sentire quelle tensioni che le succhiano energie e che provocano stanchezza, per poi esplorare nuovi modi di muoversi che risultano più funzionali ed economici nell’agire quotidiano. Il tutto avviene nel pieno rispetto della persona e penso che questo sia uno dei valori del Metodo Feldenkrais: non attivare la resistenza, che porta a una lotta con se stessi inutile e dannosa, non soltanto a livello fisico. Assecondare il sistema nervoso dà la possibilità di calmarlo e di renderlo disponibile a percorrere strade nuove. Il movimento nel Metodo è infatti un mezzo per dialogare con il cervello e permettere cambiamenti a livello neuronale, che sono possibili in quanto il cervello è plastico. Oggi lo affermano anche le neuroscienze, Feldenkrais lo aveva intuito attraverso lo studio e la pratica delle arti marziali, l’approfondimento della neurofisiologia, della psicologia, delle leggi biomeccaniche, l’osservazione dello sviluppo motorio del bambino e l’autosservazione e una riabilitazione personale in seguito a un incidente al ginocchio. Inoltre non dimentichiamo che era un ingegnere.

Dove insegni il tuo programma?

PregnantIl programma si chiama GraviDanza in Movimento e comprende Pregnant Pauses con Metodo Feldenkrais, Danzaterapia e Shiatsu. Conduco i corsi al Centro Anabasi, allo Shaolin Temple e a L’Altro Spazio, tutti a Milano. Sono ovviamente disponibile a portarlo in altre realtà che siano interessate. In questa attività collaboro con Monica Curioni, insegnante Metodo Feldenkrais anche lei autorizzata a insegnare Pregnant Pauses, che da 25 anni propone shiatsu e tuina alle donne in attesa.

Per contattare Elena Cerruto: danzaterapia-dmt, elenacerruto@gmail.com

Più femminile, più sensuale con il Feldenkrais

Riscopri la tua femminilità attraverso movimenti più armoniosi ed eleganti: una testa ben eretta, la morbidezza dello sguardo, la grazia delle braccia, la leggerezza delle gambe… in 6 sedute di movimento consapevole con il Metodo Feldenkrais.

Superpromozione: 6 sedute individuali a 318 euro (53 a seduta anziché 68).

Dove: a Milano, in via Teodosio 23, bebilbenessere.it

Quando guardo una donna elegante non è tanto per gli abiti che indossa quanto per la grazia del suo movimento, che diventa un polo di attrazione, un piacere per la vista, un messaggio di sensualità: lo sguardo è morbido, attento e vivo; le labbra vicine al sorriso, non serrate con tensioni involontarie; la voce è piena e non di gola; le mani e le braccia formano nello spazio rotondità e movimenti circolari, gentili, senza scatti e spigolosità; le gambe sono stabili, presenti, agili e integrate con un bacino mobile, flessuoso, senza alcuna volgarità o “mosse” costruite intenzionalmente e nemmeno chiuso da inibizioni culturali. E’ una donna sicura ma non aggressiva, accogliente ma non remissiva. Una donna non costruita secondo canoni di sensualità da immagine televisiva, bensì una donna appagata della sua femminilità, conscia delle sue potenzialità. Una donna che non ha bisogno di piacere perché piace a se stessa. Il fatto che piaccia agli altri, uomini e donne, ne è la naturale conseguenza.

Se vuoi sentirti bene nella tua pelle, comoda nel tuo corpo, piacerti di più e scoprire le tue potenzialità il Metodo Feldenkrais ti può aiutare. Attraverso movimenti gentili e piacevoli e una maggiore consapevolezza del corpo inteso come organismo integrato tra gli aspetti fisici, emotivi e psicologici puoi eliminare tutte quelle rigidità e tensioni che impediscono un movimento libero e armonioso, piacevole a sentirsi, bello ed elegante a vedersi.

 

Scopri il potere e le funzioni del bacino

Hai mai sentito dire che occorre avere un centro forte (spesso definito con l’inglese core) per ottenere buone performance o per superare dolori alla schiena? E’ senza dubbio un buon consiglio, ma capita che questo concetto sia frainteso se non si prende in considerazione l’intera organizzazione muscolo-scheletrica. Siamo infatti un sistema integrato, non parti assemblate, e funzioniamo bene soltanto se il sistema è coordinato in modo efficiente. Chi lo coordina siamo noi, attraverso il nostro sistema nervoso, che è sì intelligente e programmato per il nostro benessere e la salute, ma spesso ostacolato da una scarsa consapevolezza. E così problemi e disturbi comuni che potrebbero essere prevenuti ma anche risolti, sono percepiti come destini inevitabili (penso all’incontinenza, ai prolassi, a una scarsa gratificazione sessuale…). Al fine di rinforzare i muscoli del pavimento pelvico vengono spesso suggerite le contrazioni volontarie conosciute come “esercizi di Kegel”, che però isolano questa parte dal resto della muscolatura, diventando a volte anche difficili da comprendere ed eseguire (come si fa a contrarre e controllare una parte se non la si sente?). L’approccio del Metodo Feldenkrais non considera mai una parte al di fuori del contesto – il sistema corpo-mente – e include sempre un uso completo del proprio corpo, in un percorso di osservazione ed esplorazione. Il lavoro sul bacino è dunque integrato al resto di sé, coinvolgendo parti apparentemente lontane, ma che sono invece strettamente collegate, come il viso, gli occhi, la mandibola, la bocca, la lingua. Senza una conoscenza dell’intero sistema è impossibile controllare la propria muscolatura: a volte le persone, credendo di lavorare con la zona pelvica, sforzano invece i muscoli del collo, stringono i denti, contraggono il viso, serrano la bocca, trattengono il respiro. Si pensi a quanto inefficaci possano risultare le spinte del parto in un caso del genere e lo stesso può capitare quando si vuole accelerare la camminata, irrigidendo la parte superiore – petto, braccia, collo – e protendendosi in avanti anziché usare la forza del bacino, sede della muscolatura più profonda e potente. Non è un caso che il bacino sia posizionato esattamente al centro del nostro corpo. Esso trasmette la forza in su lungo la colonna e in giù lungo le gambe, diventando il motore di ogni nostra azione: camminare, correre, saltare, sedersi, alzarsi, salire e scendere le scale, arrampicarsi, ma anche allungare o alzare un braccio, suonare uno strumento ecc. In sintesi il suo ruolo è fondamentale in tutti i movimenti quotidiani, così come in quelli più complessi e performanti richiesti dagli sport e dalle discipline artistiche. Non solo: la pelvi è coinvolta in molte funzioni come la digestione, l’evacuazione, la respirazione, la risposta allo stress, la sessualità, per non parlare di quelle strettamente femminili, come parto, mestruazioni, menopausa, determinanti per la qualità della vita di una donna. Per avere un’idea della complessità del sistema-bacino, basta ricordare che esso comprende i muscoli del pavimento pelvico, i muscoli addominali, quelli della schiena, quelli che collegano la schiena alle gambe, come lo psoas, il diaframma, oltre a contenere organi vitali. Proprio perché posizionato al centro del corpo, è importante anche per il nostro stato emotivo-psicologico: “essere centrati”, “centrarsi”, “perdere il centro” sono espressioni che la dicono lunga, così come quelle riferite alla pancia, come “è una scelta di pancia”, “che cosa mi dice la pancia”, “mi fa venire il mal di pancia”. Conosciamo bene l’impatto delle nostre emozioni sul sistema gastro-intestinale e oggi la scienza parla di secondo cervello: l’intestino, sede di un sistema neuronale in collegamento con il cervello.

Diventare consapevoli dell’area della pelvi e imparare a usarla in una buona coordinazione con le altre parti significa muoversi bene e in modo sano sotto tutti i punti di vista. Il consiglio di rafforzare il centro è quindi buono se considerato in questi termini, mentre spesso è inteso come una pancia piatta e tesa. Ma come spiego nell’articolo “Addome piatto, un mito da sfatare” una muscolatura perennemente contratta, cioè corta, si indebolisce. I muscoli che lavorano bene si contraggono alla massima potenza nel minor tempo possibile per poi rilassarsi, in perfetto equilibrio con i propri antagonisti, mentre muscoli sempre contratti (corti) impediscono il movimento (diminuendo anche la sensibilità). Una pancia che non sa rilassarsi toglie inoltre spazio al respiro e ostacola il buon funzionamento degli organi interni, causando problemi intestinali o di digestione e impedendo una buona risposta allo stress (che necessita di spazio per la respirazione). Tutto questo toglie energia, forza, vitalità e provoca un invecchiamento precoce, perché ci si usura più velocemente, con il prezzo di dolori e problemi alla schiena, alla zona cervicale, alle spalle, alla testa, alle anche, alle ginocchia ecc.

Nella nostra società, sia per gli stili di vita sia per modelli culturali, spesso il bacino è una parte dimenticata, quantomeno trascurata e quindi silente, poco partecipe alla vita quotidiana. Di conseguenza se ne ha spesso un’immagine poco chiara. Tanto che i movimenti delle braccia, delle mani, così come di gambe e piedi, non vengono percepiti in relazione al bacino e anziché trarre forza da questo motore, le persone in generale la richiedono a quelle stesse parti periferiche che però non possiedono la muscolatura adatta. Da qui nascono sforzi inutili e dannosi. 11009984_1657100924518786_8099679085983304710_nPrimo passo per poter ritrovare il potere del bacino è quello di averne un’immagine chiara, a partire dalla sua forma ossea. Se vuoi, puoi interrompere la lettura, chiudere gli occhi e visualizzare il bacino. Se non ci riesci puoi aiutarti esplorando il tuo bacino con la punta delle dita: metti le mani sui fianchi e individua le ossa iliache, le due grandi “ali” che partono dal sacro, e seguile anteriormente fino al pube, per poi trovare il proseguimento fino agli ischi  (le due “punte” che puoi sentire quando ti siedi). Se ti interessa un’esplorazione guidata puoi fare la lezione “Star bene da seduti 1”.

La mancata conoscenza della forma del bacino porta a una scarsa consapevolezza di come esso si muove nello spazio nella sua tridimensionalità e in relazione alle altre parti, soprattutto nel collegamento con la testa attraverso la colonna. Il più delle volte, infatti, esso è percepito in modo piatto anziché tridimensionale, con un’immagine che riguarda la parte anteriore, ossia le creste iliache (confuse spesso con le anche) quando si compie un’azione in avanti come camminare o la parte posteriore quando ci si muove indietro, come nel sedersi. Vuoi fare una prova? Fai qualche passo cercando di sentire che cosa fanno gli ischi quando cammini… Riesci a sentirli? Se non ti è chiaro, appoggia il dito indice a mo’ di mensola sotto gli ischi e senti come oscillano mentre cammini! Dopo un po’ togli le dita e prova a percepirne il movimento. E’ un semplice assaggio del lavoro che si può fare nell’osservazione e nell’esplorazione di se stessi, finalizzato a sentire e a riconoscere che cosa facciamo durante un movimento per poterci aprire a nuove possibilità (puoi provare la lezione “Orologio pelvico 1”). Ricordando le parole del dottor Moshe Feldenkrais: “Solo se sai quello che fai realmente, puoi decidere di fare quello che vuoi”.

Il lavoro sul bacino apporta benefici riguardo a:

  • postura
  • respirazione
  • risposta allo stress
  • digestione e funzioni intesinali
  • sessualità
  • temi ginecologici
  • gravidanza, parto e post-parto
  • agilità
  • anti-aging

Hai domande? Contattami per una consulenza gratuita telefonica o su skype.

Un grazie speciale per la foto di copertina gentilmente concessa da Esther Niego Palatchi, educatrice Feldenkrais di Barcellona.