Periartrite e Feldenkrais: Matilde racconta

Matilde stava uscendo da una polmonite, doveva riprendere la sua vita normale, ricominciare a essere efficiente e voleva riprendere a correre, ma proprio in quel momento si era manifestata improvvisamente una periartrite alla spalla sinistra molto dolorosa, che le impediva i movimenti. E’ allora che si è rivolta al Metodo Feldenkrais e mi ha chiamata. Abbiamo iniziato un percorso di sedute individuali settimanali per qualche mese e in questa intervista ci racconta i risultati ottenuti. E’ una bella testimonianza, per la quale ringrazio la mia allieva e penso sia utile ascoltarla perché è incoraggiante per chi, come lei, voglia superare dolori, migliorare i propri movimenti nel quotidiano e sentirsi bene nel proprio corpo. Matilde sottolinea anche la differenze fra una terapia tradizionale e il particolare lavoro di educazione somatica proposto dal Metodo Feldenkrais:

Ho fatto un percorso di fisioterapia e di onde d’urto, però il lavoro con il Feldenkrais è stato diverso: mentre le fisioterapia si concentrava sull’allungamento del tendine della spalla, il lavoro fatto con Livia è stato quello di sciogliere la spalla, di sciogliere la schiena che era completamente bloccata. La mia schiena era una specie di tavola di legno e anche la scapola quindi il lavoro è stato quello di creare di nuovo il movimento della spalla. A un certo punto è venuto uno sblocco, c’è stata come una catena che si è rotta: la scapola si è sbloccata ed è seguito un movimento fluido della spalla e ho riacquistato un movimento completo.

Inoltre Matilde, per problemi dovuti a una scoliosi, desiderava ottenere un migliore allineamento tra la testa e la colonna (teneva infatti la testa molto in avanti rispetto alle spalle) e mi aveva espresso il desiderio di liberare il collo da uno stato di tensione. A tal fine abbiamo intrapreso un lavoro che le permettesse di sentire maggiormente la connessione tra il bacino e la testa e far sì che il bacino acquistasse il suo ruolo di motore del movimento, in modo che il collo potesse liberarsi da un lavoro muscolare eccessivo. Per Matilde è stato sorprendente focalizzarsi su punti che erano lontani dalla zona che le interessava, ma in seguito ha scoperto che questa strategia funzionava e che era il fulcro del Metodo Feldenkrais:

Ho capito che con il Feldenkrais non c’è mai una cosa separata dall’altra.

Infine la scoperta più bella: una presa di coscienza di sé grazie a una riappropriarsi del proprio corpo, come Matilde racconta in questa seconda parte dell’intervista.

 

 

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