La funzione dello scheletro

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E’ molto diffuso che le persone utilizzino la muscolatura al posto della struttura ossea, che invece  è l’architettura ideale per contrastare la gravità. Lo scheletro, infatti, ci permette di mantenere la posizione eretta con il minimo sforzo muscolare, così che i muscoli possano rimanere liberi di muoversi, funzione a cui sono deputati. Ottimizzare l’uso dello scheletro nel gioco di leve per un corretto allineamento e un movimento efficace significa mantenere elasticità, flessibilità, agilità. Se invece i muscoli sono perennemente impegnati per mantenerci in equilibrio, sostituendosi in un certo senso al lavoro dello scheletro, finiscono per essere cronicamente contratti, perdendo la loro vera funzione, che è appunto il movimento. Non solo, le contrazioni croniche possono esercitare una tale forza sulle ossa, da deformarne l’allineamento. Esempi ne sono il ginocchio valgo, la scoliosi, la lordosi e molto altri problemi che potrebbero essere superati o alleviati attraverso una riorganizzazione muscolo-scheletrica che può avvenire grazie all’autoeducazione neuromuscolare del Metodo Feldenkrais, il che significa imparare nuovi schemi di movimento, più efficienti, attraverso la consapevolezza di come ci si muove e delle proprie potenzialità. Non si tratta di correggere, ma di permettere alla persona un’autoesplorazione dei propri schemi per acquisirne di nuovi e più funzionali.

la funzione dello scheletroEcco cosa scrive il dottor Moshe Feldenkrais, in “Mente e corpo”:

La postura eretta è una proprietà biologica della struttura umana; non vi dovrebbe essere sensazione alcuna di azioni, contegno o sforzi di qualsiasi genere. Ad esempio, il peso della mascella inferiore con tutti i suoi denti è considerevole e, tuttavia, abbiamo qualche difficoltà nell’acquisire coscienza che facciamo qualcosa per mantenere alzata la mascella inferiore. Lo stato normale dei muscoli della mascella inferiore è una contrazione pari alla forza gravitazionale che agisce su di essa. I movimenti volontari sono ottenuti con una aggiunta o una deduzione a questa contrazione permanente. I muscoli della mascella inferiore, come la maggior parte dei muscoli dello scheletro, ricevono ordini sotto forma di impulsi scaturiti da più di una fonte. Lo “star su” è assicurato nel sistema nervoso da meccanismi antigravitazionali e non vi è sensazione di azione, né di sforzo, fintanto che il messaggio ai muscoli proviene dai centri inferiori. Nei muscoli cervicali avviene la stessa cosa. Malgrado il peso della testa e il suo centro di gravitazione situato davanti alla colonna vertebrale, non c’è sensazione di azione, né di sforzo nel mantenimento della testa. Ciò è dovuto alla contrazione considerevole di alcuni muscoli del polpaccio, ma noi non sentiamo alcuno sforzo.

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